Che Facebook generi assuefazione, è noto. Che a sua volta una sua ramificazione faccia altrettanto, se non peggio, è una notizia forse ancora più allarmante. Mi sono imbattuto in un articolo che parla di una nota applicazione, un giochino insomma, che riscuote particolare successo tra gli indaffarati utenti del vostro social network preferito. Il gioco in questione si chiama Farmville, e ora che ci penso non molto tempo fa me ne parlarono, e ricordo anche che le parole associate al giochino erano proprio "dipendenza" e "rincoglionimento" (degli utenti, si intende). Come segnala Il sito blu, Farmville ha quasi raggiunto quota 120 milioni di iscritti: lo scopo del gioco è quello di vivere una vita agreste, impersonando un fattore e compiendo tutte quelle azioni che la caotica vita di città non ci consente di effettuare. L'alter ego virtuale compierà, in un click, mungiture, trebbiature e simili: esatto, come un film di qualche anno fa. Esatto, il contrario del film con Pozzetto di qualche anno fa.
Insomma, l'ennesimo tormentone targato FB, e, come segnala l'articolo, l'ennesimo caso di ossessione compulsiva, visto che si parla di terapie per superare questa dipendenza. La cosa più inquietante è forse dipesa dal fatto che, per "migliorare" il livello di performance del mezzadro, si possono comprare animali e macchinari. Con soldi veri. All'ossessione, aggiungiamo anche il consumismo? Lascio aperta la riflessione: e ora scusate, ma devo andare a comprare un manuale che mi insegni a sviluppare applicazioni per Facebook. Visti gli introiti, ci penso seriamente!
PS: a riprova della sindrome da dipendenza, allego questo screenshot relativo ai suggerimenti che fornisce Google...
*Il titolo è una citazione, sia chiaro!
venerdì 5 marzo 2010
SOGNAVO INDIPENDENZA, MA SONO IN DIPENDENZA*
Pubblicato da kikkuzzo alle 3/05/2010 06:47:00 PM 0 commenti
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domenica 5 luglio 2009
OSSESSIONE
Oddio, un incubo. Personalmente, impazzirei se mi dovesse capitare una cosa del genere. Una povera e a quanto pare ignara cittadina, Lindsey Abrams, ha cominciato a ricevere SMS a raffica. Spam, messaggi scritti in gergo, commenti e repliche. Un'ossessione. Già questo basterebbe per far rabbrividire quelli che odiano queste intromissioni alla propria privacy (e probabilmente un bombardamento di questo genere farebbe sbroccare anche gli amanti del vostro social network preferito), ma non è tutto. Sì, perchè il mittente di questi messaggi era proprio Facebook, che aveva annunciato precedentemente l'inizio di questa nuova funzionalità di aggiornamento via messaggio. Peccato che, a quanto pare, la tizia non fosse neanche iscritta al social network (ah, esistono anche dei non iscritti?). La poveretta si è dovuta sorbire non solo queste centinaia -pare- di messaggi, ma è stata anche costretta a sborsare 10 centesimi di dollaro (vabbè, vale meno dell'Euro, ma sono sempre soldi... voglio vedervi al posto suo) per ogni messaggio ricevuto!
Il motivo di tutto questo? Vi aspettate che vi dica che la colpa è di Facebook perchè non ha cura della privacy? Vi piacerebbe, ma non lo dirò. Il colpevole è il "riciclo" dei numeri dismessi dai gestori telefonici: quando un numero viene assegnato ad un utente, dopo un tot di mesi di inutilizzo dello stesso, il numero viene disattivato ed è pronto per essere riassegnato ad un nuovo utente. Ad una nuova vittima, più che altro. Quando il numero è stato riattivato, FB ha ricominciato a tempestare -ops, scusate, ad inviare- messaggi al numero che evidentemente era abilitato a questa ricezione. Ora dico io, passi pure farsi i fatti degli altri per tutto il giorno, ma l'utilità di ricevere la notifica dei commenti e delle foto nuove di tutti i settecentocinquantamila amici su FB fatico a trovarla. Sinceramente. Oh, forse mi sbaglio io, eh.
Qui trovate il caso sul sito della Corte del Distretto Federale incaricato per la causa in questione...wow, Abrams v. Facebook, suona tipo film. Qui la notizia in inglese. Qui in italiano. Questo è ciò ho pensato quando ho scritto questo post.
Pubblicato da kikkuzzo alle 7/05/2009 12:32:00 AM 0 commenti
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sabato 20 febbraio 2010
PANZEROTTO...CON BUFALA
No, non si tratta di una particolare farcitura di una succulenta cibaria tipica del Sud Italia (e della Puglia, in particolare); è l'ennesima dimostrazione che vede ancora Facebook come un pericoloso (relativamente parlando in questo caso, s'intende) mezzo di (dis)informazione di massa.
La storia riguarda un notissimo locale di Milano, specializzato proprio nella produzione di panzerotti: si tratta di Luini, sito in pieno centro dalle parti del Duomo (vi consiglio di andarci, si mangia bene anche se un panzerotto nel suo luogo di origine è un'altra cosa, fidatevi) e a quanto pare un vero must per i milanesi e per l'immancabile colonia pugliese in territorio meneghino. Su Facebook, un giorno parte la notizia: Luini chiude per far posto ad una multinazionale, una catena di ristoranti. Come riporta Corriere.it, la disperazione su FB e su internet in generale per la possibile chiusura raggiunge livelli altissimi. Ovviamente, non può mancare la creazione del gruppo FB a riguardo (un'ossessione è un'ossessione, d'altronde...come se un gruppo potesse cambiare le cose in tempi di crisi) e la notizia rimbalza anche in una popolare trasmissione radiofonica, Deejay Chiama Italia: Linus apprende la vicenda e la riporta, su segnalazione di un ascoltatore. Insomma: Luini diventa un simil-caso nazionale. Poi, il colpo di scena: è tutto un falso, e l'autore della burla si prodiga a spiegarlo (ovviamente tramite Facebook, e dove sennò?) come un gesto di scherzo nei confronti di un'altra persona. Tutto qui, uno scherzo. Eppure, per qualche ora l'Italia è sembrata quasi paralizzata (mediaticamente parlando) dall'affaire Luini, e tutto per una fuga di notizie nata -naturalmente- su quel gran calderone di dicerie chiamato Facebook.
Tra le citazioni da menzionare ricordiamo: Linus ("Mi spiace d'aver collaborato alla diffusione di una bufala. In quest'orgia di informazione non si distingue più cosa è vero e cosa non lo è"), un commento arguto nella notizia citata e data dal Corriere ("Quanto avvenuto è la dimostrazione di quanto sia pericoloso un utilizzo scorretto della rete, e di Facebook in particolare, dove troppi prendono per vero tutto ciò che viene detto...attenzione ragazzi!"), e l'autore del blog stesso del Corriere, che fa un po' da sunto alla situazione generale ("E' una storia, insomma, di ordinaria follia mediatica").
Ma la vera morale è solo una, e si riassume in questa fotografia!
Pubblicato da kikkuzzo alle 2/20/2010 08:26:00 PM 0 commenti
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giovedì 24 febbraio 2011
I NUMERI DELL'OSSESSIONE
Sia ben chiaro: in queste pagine la parola "ossessione" è rimbalzata più e più volte. Il video apparso oggi su Repubblica.it ed eloquentemente chiamato Un pianeta ossessionato da Facebook non fa che confermarlo. Io però l'ho detto prima.
Pubblicato da kikkuzzo alle 2/24/2011 07:26:00 PM 0 commenti
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giovedì 8 luglio 2010
OSSESSIONE MATTUTINA
Pare che non sia solo l'editoria ad avere un'ossessione per Facebook. Infatti, una ricerca condotta da Oxygen Media (e segnalata da portali come Wired e Mashable) rivela che un terzo delle donne di età compresa tra 18 e 54 anni - con enfasi particolare sull'età compresa tra i 18 e i 34 - controlla il proprio status su Facebook appena sveglie. Avete letto bene, è la prima cosa che, pare, facciano non appena scendono dal letto (si spera con il piede corretto o dal lato giusto). Il dato più terrificante, tuttavia, è rappresentato dal 21% che si sveglia di notte per controllare la presenza di nuovi messaggi sulla propria bacheca. Terrificante, mi vien da pensare. Ma poi faccio 2+2: poiché FB è lo strumento migliore per il gossip locale e non, e poiché la curiosità è femmina, il dato non sorprende. Affatto. E' solo il segno dei tempi, no?
Pubblicato da kikkuzzo alle 7/08/2010 07:54:00 PM 3 commenti
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mercoledì 13 ottobre 2010
PATOLOGIE 2.0
Sulle "influenze" dettate dall'era digitale si è trattato parecchio in queste pagine, segno che l'ariete rappresentato dalla sfera virtuale sta sfondando il fortino della vita reale. A volte ossessione, a volte psicosi di massa, il vostro social network preferito a volte crea o sviluppa delle vere e proprie malattie con tanto di sintomi, diagnosi e prognosi. Sentite questa: un ragazzo viene mollato dalla sua fidanzata. Ok, niente di nuovo sotto il sole: fin qui, tutto normale. Il ragazzo la prende male (come è giusto che sia) e comincia anche a manifestare i tipici segni di un attacco allergico. Il motivo (provato ed approvato da una équipe medica)? Il ragazzo non riesce a mandar più la storia finita male, ma soprattutto il fatto che lei abbia cancellato lui dalla lista di amici di Facebook. No, giuro, questa notizia pare sia vera: è stato dimostrato che l'insorgere delle crisi asmatiche (di cui già soffriva il ragazzo, va detto) si verificavano proprio in concomitanza con la visione della foto della sua ex-fidanzata che probabilmente in quel momento conversava con altri su Facebook. Da qui l'ipotesi medica di relazionare questo stato particolare di stress alla reazione scatenata da questo scenario tutto particolare, tanto che lo studio probabilmente verrà pubblicato sulla prestigiosa rivista di settore The Lancet. La malattia del ventunesimo secolo ha un nome e un cognome. E un logo con una scritta su sfondo celeste.
Pubblicato da kikkuzzo alle 10/13/2010 10:42:00 PM 0 commenti
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martedì 20 marzo 2012
INVIDIA SOCIALE
Le parole di James Whittaker, ex dipendente di Google e ora dipendente Microsoft, sono senz'altro forti e di sicuro impatto, ma a guardar bene non sono una sorpresa. L'ingegnere, responsabile dello sviluppo di Google+ e dunque "creatore" del prodotto la cui intenzione è(ra?) quella di competere con Facebook, si scaglia proprio con il nuovo corso dei suoi vecchi datori di lavoro, frutto non tanto delle politiche geniali e d'avanguardia che hanno portato Google a diventare un gigante di Internet ma di una vera e propria rincorsa - leggi: ossessione - nei confronti del vostro social network preferito.
Insomma, Whittaker afferma che se il Web della nuova generazione è sinonimo di contenuti forzatamente social, Google non doveva essere da meno, più che altro per non perdere quella grande fetta di mercato pubblicitario che di fatto costituisce la gallina dalle uova d'oro di Big G. D'altronde il famoso motore di ricerca è, a pensarci bene, ben più di un semplice motore di ricerca: pensate a quanti servizi correlati offre, capirete forse perché si è buttata anche sul social (anche se in verità ci aveva provato almeno due volte in passato, con poco successo). Il problema è che Google è sempre stato antesignano nei suoi prodotti, in questo settore è "semplicemente" arrivato dopo. Si spera che questa nuova politica non faccia implodere il gran castello creato negli anni, perché a Google si deve l'espansione di un certo tipo di Web, forse meno socialmente connesso, ma estremamente utile perché essenziale.
Pubblicato da kikkuzzo alle 3/20/2012 01:30:00 AM 0 commenti
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giovedì 13 settembre 2012
O TALEBANO, POSTAMI VIA...
Conosci il tuo nemico, recita il sempre valido L'arte della guerra, un trattato applicabile non solo ai conflitti bellici ma anche alle piccole, grandi battaglie del quotidiano di ciascuno di noi. Stavolta però si parla proprio della guerra intesa come warfare, quella con dispositivi elettronici complicatissimi e armi sempre più sofisticate e intelligenti. Ma si sa, dietro ad ogni arma c'è (quasi) sempre un soldato, e dove non si può combattere la tecnologia militare si prova con i cari vecchi trucchi del mestiere, in versione 2.0.
Dal blog del giornalista Pino Bruno si viene dunque a sapere che, nella delicata guerra in Afghanistan, i Talebani provano a rintracciare i soldati delle truppe nemiche attraverso un complesso processo di data mining che incrocia dati digitali, posizionamenti satellitari e chissà quale altra diavoleria. Ma esiste un metodo nettamente più efficace: basta "adescare" sui social network i soldati fingendosi donne che non resistono al fascino della divisa e il gioco è fatto. Una volta nelle amicizie, basta sfruttare la "leggerezza" dei soldati nel postare foto e commenti e l'avamposto è bello che scoperto, e si è pronti ad anticipare le mosse "dell'invasore".
Insomma, molti militari non riescono proprio a stare alla larga dal vostro social network preferito, e tutto il resto è...naja. La conferma arriva da un sondaggio del governo australiano sulle proprie forze armate, e i risultati parlano chiaro: l'addestramento militare sarà anche ai massimi livelli, l'ossessione da post è una strategia da combattere al più presto, perché si rischia di mandare a monte delle (costosissime) campagne militari per delle leggerezze. Come recita il detto: in amore e in guerra tutto è concesso, ma il nemico lo facevo meno fesso.
Pubblicato da kikkuzzo alle 9/13/2012 05:25:00 PM 0 commenti
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venerdì 17 luglio 2009
JACK, UN CHIODO FISSO
Qualche settimana fa ho comprato Focus, giornale fichissimo... non sono un lettore abituale, ma non so perché, è il tipico giornale estivo. Allo stesso prezzo, Focus include anche il numero attuale di Jack. "Fichissimo" -penso,- "2 giornali al prezzo di 1". In realtà Jack non è neanche male come rivista: la gnagna in copertina, le ultime notizie in fatto di tecnologia, insomma, non è male. Ma c'è un ma. Capisco la logica del marketing, capisco che occorra andare incontro alle esigenze della mass..ehm, del pubblico, ma credo che Jack sia ossessionato da Facebook. Comincio a leggere e vedo FB ovunque: in quest'articolo, in quest'altro articolo, insomma, un'ossessione, una roba continua. Dopo aver letto tutto il giornale, alla fine mi sono deciso: ho contato tutte le occorrenze della parola Facebook in tutto il giornale, comprendendo nel conto anche il famoso logo FB. Risultato? Su 140 pagine di giornale, la parola incriminata appare cinquantadue (52) volte. Ossia, una volta ogni 2,69 pagine. In soldoni, trovi la parola Facebook ogni tre pagine circa. Non è un pochino troppo? E pensare che su 140 pagine, molte sono dedicate alla pubblicità o argomenti tipo la moda, la musica, i videogiochi. E non oso pensare al prossimo numero di Jack, dove campeggia la mega-scritta "Io viaggio social", con evidenti riferimenti al vostro social network preferito. Però la gnagna in copertina merita. Tuttavia, ci penserò un attimo, prima di comprare il prossimo numero di Focus!
Pubblicato da kikkuzzo alle 7/17/2009 04:36:00 PM 0 commenti
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venerdì 3 settembre 2010
IL MITO DEL BON ETUDIANT
Parafrasando uno stereotipo di qualche secolo fa, la notizia del giorno riguarda l'ennesima triste vicenda che vede protagonista la mancanza assoluta di attenzione in rete e l'ossessione volta alla ricerca di nuovi (e sconosciuti) contatti. Come riporta Corriere.it, una ragazza conosce uno studente milanese (apparentemente) perfetto, gentile e premuroso: i due passano l'intero mese di agosto a chiacchierare su un noto social network (indovinate quale: facile). Lei evidentemente perde la testa per questo perfetto sconosciuto, al punto tale da raccontare dettagli (molto) privati della sua vita e informazioni (molto) personali come il numero di telefono. Alla fine, l'appuntamento al buio, che finisce (molto) male per la ragazza. L'episodio non è certo il primo, e probabilmente non sarà l'ultimo. Leggo dall'articolo che la ragazza è "profondamente turbata, e sarà affidata ad un team di psicologi". Probabilmente sarebbe bastato un po' di sale in zucca, o in alternativa un corso di netiquette.
Pubblicato da kikkuzzo alle 9/03/2010 12:01:00 PM 3 commenti
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martedì 1 febbraio 2011
SEAL THE DEAL
Non potete fare a meno di controllare gli aggiornamenti sulla vostra bacheca? Avete una vera e propria ossessione da status update? Facebook sul vostro cellulare fa decisamente al caso vostro. Fermo restando che i numeri di Internet in mobilità stanno crescendo vertiginosamente (e per molti Internet sul cellulare è sinonimo di Facebook-sul-cellulare), va detto che il fenomeno si lega fortemente ai servizi di geolocalizzazione, che saranno anche cool, ma magari qualche problemino di privacy lo possono anche dare. Bene, è arrivato ora il momento di far abboccare il pesce all'amo: ultima "innovazione" di Facebook è rappresentata da Deals, una funzionalità aggiuntiva che segnala in tempo reale la presenza di offerte negli esercizi commerciali nei paraggi. Basta un check-in in un determinato luogo e Deals vi fornirà (eventuali, sia chiaro) offerte in corso: ad esempio, segnala Wired.it, nei paraggi vi offrono un caffè. Ah però, un caffè. Non male come offerta: ma gentilmente ringrazio e rifiuto. Troppi caffè fanno male, e poi preferisco la cara vecchia newsletter relativa a qualcosa che davvero mi interessa. Voglio dire, il modo per fare affari grazie ad Internet esiste già, e basta solo un indirizzo e-mail, non una caterva di dati personali. E' proprio vero: negli anni zero il commercio - vendi l'anima e compri illusioni...
Pubblicato da kikkuzzo alle 2/01/2011 12:07:00 PM 0 commenti
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sabato 9 ottobre 2010
STORIE DI ORDINARIA DIPENDENZA
Sulla scia di un precedente post (il cui titolo è poesia allo stato puro), l'articolo del giorno da segnalare è tratto dal (nuovo) portale di Wired che tratta l'annosa questione dell'ossessione da Facebook che genera l'ansia da informazione passiva e attiva e che nel caso della protagonista ha portato ad una soluzione definitiva (a cui va il mio plauso, naturalmente). Ora, non so se l'articolo sia romanzato o meno, ma se vi ritrovate nella stessa situazione, beh, peggio per voi, ve la siete cercata!
Pubblicato da kikkuzzo alle 10/09/2010 08:03:00 PM 3 commenti
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lunedì 1 novembre 2010
QUESTIONE DI FAMIGLIA
Dice un detto: errare è umano, perseverare è diabolico. Niente di più vero, soprattutto quando gli errori si ritorcono contro altre persone la cui posizione (sociale, politica o quant'altro) è definibile come delicata. La notizia del giorno riguarda Corinne Sawers e una foto postata (guarda caso) sul suo profilo Facebook. Una foto come tante altre? Beh, sì e no, nel senso che nell'immagine si vede un bell'albero di Natale sullo sfondo (e fin qui tutto normale) e la bionda ragazza con un kalashnikov (dorato) in mano. Soltanto un'innocente foto gangsta? Non proprio. Corinne Sawers è solo la figlia del capo dei servizi segreti Britannici (MI6), quindi si può ben intuire che valenza possa assumere quella foto. D'accordo, essere figlio di non è mica una colpa (anche se talvolta ritrovi magicamente figli di in contesti molto pubblici), però ogni tanto pensare fino a 10 prima di fare determinate azioni aiuta, signorina Sawers. Ho detto Sawers? Proprio quel Sawers la cui moglie pubblicò (sempre su Facebook, ça va sans dire) foto private del marito che tutto il mondo ammirò? Già, proprio lui. Errare è umano: il problema è che se hai madre e figlia con l'ossessione da Facebook, non c'è servizio segreto che tenga.
Pubblicato da kikkuzzo alle 11/01/2010 12:12:00 PM 0 commenti
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mercoledì 15 settembre 2010
"CARA, SONO IN MACCHINA"
Avete un'autentica ossessione per gli status update? Sentite l'obbligo morale di comunicare al mondo che avete cambiato la lettiera al gatto o state riordinando la soffitta? Benissimo, la smania di condivisione di utilissime informazioni varca ogni limite e sbarca persino nella vostra prossima auto. General Motors sta studiando un sistema integrato nelle autovetture in grado di interagire con il conducente: in questo modo, anche dalla propria auto attraverso il comando "Facebook" si potrà registrare un messaggio audio che finisce dritto dritto nel vostro profilo. Sentivamo la mancanza di un dispositivo del genere: la gara all'audio-messaggio più inutile è aperta!
Il nuovo dispositivo fa riaffiorare antichi quesiti: si tratta dell'ennesimo pericolo per la sicurezza (stavolta non solo virtuale)? La storia non è certo nuova: non è un mistero che grazie alle applicazioni mobili si possa tranquillamente accedere al proprio profilo Facebook anche mentre si guida. Chiamatelo come vi pare, ma nella vita virtuale come in quella reale, occhio alle conseguenze. (Attenzione: video tristemente ad effetto...)
Pubblicato da kikkuzzo alle 9/15/2010 06:39:00 PM 3 commenti
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domenica 22 aprile 2012
CELL...A DI ISOLAMENTO
Teoricamente questa notizia non dovrebbe riguardare il mondo dei social network e affini, ma si sa, la tecnologia galoppa e dunque è impossibile ormai scindere l'ossessione da Facebook e simili ai gesti del quotidiano. La "scossa" parte da Udine, profondo nord: terra fatta di gente di poche parole, e forse proprio per questa il luogo perfetto per l'iniziativa Liberi dal cellulare - Liberi di parlare. L'idea nasce dall'associazione ACE ed è spalleggiata dal sindaco di Udine, il quale ha dovuto constatare la totale assenza di attenzione di molti membri della giunta (situazioni non isolate, va detto) per via dell'uso spasmodico del cellulare. Il problema non sono (più) gli SMS, ma il fatto che con i moderni smartphone è possibile essere sempre connessi a Facebook e Twitter: proprio per evitare tutto questo smanettare (sono parole del primo cittadino) verranno creati in città degli spazi cell-free, vere e proprie zone ove "staccare" dalla socialità digitale a tutti i costi.
Iniziativa anacronistica nel 2012, in un mondo senza barriere e sempre connesso? Può essere: sappiate però che il Sindaco di Udine è un noto matematico e docente di Informatica all'Università. Non esattamente uno sprovveduto in materia, insomma. E se proprio lui invita all'uso della tecnologia in modo responsabile, c'è da crederci: in fondo è proprio in questi atteggiamenti che si vedono i veri appassionati del settore.
Pubblicato da kikkuzzo alle 4/22/2012 05:29:00 PM 0 commenti
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lunedì 26 ottobre 2009
SALVATE IL CANE RYAN
Sempre nella scia dell'ossessione da gruppo, oggi apro la versione online del Corriere della Sera e scopro questa notizia molto in alto nel sito, nella sezione di solito dedicata a notizie di un certo spessore. "Salvate il cane: scoppia la rivolta su Facebook". E mi accorgo dell'esistenza dell'ennesimo gruppo a sostegno di qualcosa o di qualcuno. Trattasi stavolta di un cane eroico, Darcy, che è stato messo in quarantena perché, nell'atto di salvare numerose vite umane, è stato per molto tempo in una zona a rischio dal punto di vista delle possibili contaminazioni (mettetevi l'anima in pace, anche gli animali possono essere contagiosi, sapete?). Apriti cielo: scoppia la rivolta su Facebook. Immagino le numerose mobilitazioni per salvare il cagnetto. Eppure mi fa ridere la scena: una mobilitazione dal proprio divano, con il proprio notebook sulle gambe. Basta un clic e sono fan del cane-eroe. E anche oggi ho fatto qualcosa per il mondo: ho espresso il mio disprezzo per la barbara reclusione di un cane che ha salvato numerose vite umane. Che belle, le rivoluzioni e le proteste a domicilio...
PS: Sia ben chiaro, mi piacciono i coni, era a proposito del concetto del "clicco-e-faccio-parte-di-qualsiasi-cosa" che fatico a trovare un oggettivo perché... spero sia chiaro...
Pubblicato da kikkuzzo alle 10/26/2009 06:35:00 PM 0 commenti
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martedì 13 luglio 2010
NEW HIT
Dopo aver segnalato il pezzo dei Flaminio Maphia che prende in giro Facebook e soprattutto l'ossessione da gruppo, stavolta merita tutto il mio rispetto la canzone di Buggy Bonk, dall'emblematico titolo Anti Social Network. Magari non entrerà nella Top 10 di tutti i tempi (magari proprio perché l'artista in questione non si spamma proprio sui social network - e per questo meriti almeno questo spazio), ma risentitela più e più volte, beat e parole sono musica per le mie orecchie. Bravo Buggy, concordo!
Pubblicato da kikkuzzo alle 7/13/2010 08:54:00 PM 2 commenti
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martedì 7 settembre 2010
GENERAZIONE IN..DIFESA
Che Facebook sia un fenomeno planetario, non è notizia nuova. Che Facebook sia un veicolo di comunicazione e condivisione utilizzato soprattutto da ragazzi, non ci piove. Che Facebook sia un mezzo che non perdona il minimo errore, è sotto gli occhi di tutti: e vuoi l'ossessione di massa, vuoi la mancanza di regolamentazione, sono tante le storie con un risvolto negativo. Ora ci si mettono anche i professoroni universitari: d'accordo, ho visto con i miei occhi una tesi di laurea sulle tematiche linguistiche e sociali correlate a MSN Messenger (a prima vista sembra una quisquilia, ma lucidamente va detto: c'è molto da dire a riguardo) e credo che il "fenomeno" FB sia stato (e sarà) oggetto di serie discussioni accademiche. Repubblica.it cerca di spiegare il rapporto tra giovani generazioni e il vostro social network preferito, sottolineando soprattutto il modo in cui questi difendono la propria privacy e condividono i loro contenuti. Il punto di vista d'oltreoceano è supportato da James Grimmelmann: certo, è un giovane accademico, quindi il suo punto di vista è sicuramente supportato dall'esperienza diretta in materia di tutela dei cyber-dati. Tuttavia, la sua tesi è quantomeno generalista: i giovani sanno bene cosa fare o non fare, sanno cosa condividere e cosa nascondere, senza contare che il concetto di privacy oltreoceano segue dei principi differenti rispetto alla cara vecchia Europa. E giù pubblicazioni, tra le quali Saving Facebook, che merita una lettura (siate detrattori o sostenitori di FB, fa lo stesso). Ma siamo sicuri che 500 milioni di teste "pensanti" sappiano difendersi come un provetto accademico o come un manualetto del giovane Facebooker? Magari mi sbaglio (mi sbaglio sempre, io), ma secondo me no, caro Prof...
Pubblicato da kikkuzzo alle 9/07/2010 11:00:00 PM 0 commenti
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domenica 26 dicembre 2010
COSMESI DIGITALE
Ecco un'altra combo micidiale: Facebook e quel maledetto desiderio di apparire, costi quel che costi, a tutti i costi. Vista l'ossessione da pubblicazione di fotografie che è un po' uno dei tratti distintivi (se così si può dire) del vostro social network preferito, diventa quasi normale voler essere belli come il sole o come i personaggi famosi, pena la cattiva reputazione digitale che può scaturirne. E poiché al giorno d'oggi una foto vale più di mille parole, ecco che la sacra arte del fotoritocco arriva a risolvere tutti i mali. E se non siete bravi a districarvi con livelli, saturazioni e toni c'è chi, in pochi minuti, può trasformarvi da così a così. Wired.it riporta nella sua classifica settimanale il video di un servizio web chiamato Facebrush: con pochi dollari i vostri volti e i vostri corpi saranno nettamente migliorati, e potrete caricare senza patemi d'animo il vostro nuovo ego digitale su Facebook, attirando giocoforza nuovi "mi piace" (ah, i veri obiettivi della vita...). Nell'era dei micropagamenti, un dollaro fa la felicità in pixel, a quanto pare. Il problema è sempre quello: e la realtà (in questo caso la vera rappresentazione delle cose), dov'è? Non è di questa terra, evidentemente: d'altronde, nel falso mondo (digitale), anche le foto è giusto che siano così. Per le cose vere rivolgersi altrove.
Pubblicato da kikkuzzo alle 12/26/2010 05:58:00 PM 0 commenti
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giovedì 18 febbraio 2010
CARA, STO USCENDO...
Una volta si diceva così, ma lo si diceva ad una persona fisica: poi magari si usciva per "comprare le sigarette" e non si è più tornati, ma questa è un'altra storia. Lasciare la propria casa, uscire insomma, è un gesto come un altro, abitudinario, normale. Si prendono le chiavi di casa, si infila un cappotto e via, a fare la spesa o al bar con gli amici. Ultimamente la routine si è arricchita di un nuovo gesto: dire-al-mondo-che-si-sta-uscendo, spegnere il computer (ah no, molte volte non c'è bisogno: lascio acceso con il mio ultimo update in evidenza, così tutto il mondo sa che sono uscito), prendere le chiavi, infilarsi un cappotto e via, a fare la spesa o al bar con gli amici (gli amici veri intendo, non le liste infinite e virtuali di presunti tali). Tutto normale? Apparentemente sì, se non fosse che quel messaggio innocuo solo in apparenza può rappresentare la vostra rovina. Il perché è presto svelato: ad approfittare della vostra assenza può essere un malintenzionato, un ladro insomma, che approfittando della vostra incontestabile dichiarazione di non presenza tra le quattro mura domestiche può agire indisturbato. E siccome ai ladri non facciamo mancare nulla, ecco spuntare un sito che raccoglie queste innocenti dichiarazioni di libera uscita: un aggregatore di case libere, in pratica. Repubblica.it segnala Pleaserobme.com, nato proprio con l'intento di segnalare in tempo reale tutti i commenti (soprattutto su Twitter) di persone che dichiarano apertamente di essere in procinto di lasciare la propria abitazione, quasi a voler dire: "io sto uscendo. Ladri, la porta è aperta, servitevi pure". L'intento del sito non è quello dell'istigazione a delinquere, ma probabilmente vuol solo far capire quanto la nostra ossessione da informazione sui social network possa essere liberamente e pubblicamente utilizzata per secondi (e non legali) fini.
La morale del giorno è duplice: primo, non sbandierate proprio tutto tutto quello che fate; d'altronde, alla gente cosa importa realmente? Secondo, se siete ladri e approfittate "dell'invito", cercate di non connettervi su Facebook mentre siete in azione, la cosa potrebbe ritorcersi contro di voi!
PS: Io sono a casa in questo momento!
Pubblicato da kikkuzzo alle 2/18/2010 03:14:00 PM 0 commenti
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