Conoscete la regola dei sei gradi di separazione? Se ho un amico/a che ha un amico/a che ha un amico/a che ha un amico/a che ha un amico/a che ha un amico/a e si incrociano tutte le rispettive conoscenze, si conoscerà praticamente tutto il mondo (e siamo 7 miliardi, eh). Insomma, se ci collegano a chiunque solo altre cinque persone ma pensate che siano ancora troppe, fate un salto su Facebook per colmare la distanza. Un ennesimo, vitale studio cerca di capire quanto il vostro social network preferito (ma qualcuno c'era arrivato già prima), con gli oltre 700 milioni di utenti attivi - e relative liste di amici - sia in grado di abbassare la soglia, riducendo il fatidico numero sei. E i risultati sembrano dare ragione a FB, poiché pare che il numero magico in questione arrivi a calare drasticamente fino a quattro (arrotondando). Insomma, il mondo si sta facendo piccolo o ci conosciamo sempre più? Oppure Facebook non rappresenta un campione veritiero della popolazione umana, considerata anche la smania da aggiunta amici che di fatto aumenta la base di conoscenze ipotetiche ma non effettive? E come faremmo a conoscere i non iscritti? Insomma, forse occorrerebbe tornare a sei. Sei sicuro che questo studio sia stato utile?
giovedì 24 novembre 2011
SUPERABILE SEPARAZIONE
Pubblicato da kikkuzzo alle 11/24/2011 12:39:00 AM 0 commenti
Etichette: facebook, psicosi collettiva, tormentone
giovedì 17 novembre 2011
UN'ALTRA "IMPOSTA"
Non è mia intenzione infierire contro il Sindaco di Bari, ma quando ci si imbatte in alcune dichiarazioni "nette" una riflessione sorge spontanea. Il primo cittadino del grande centro meridionale, dopo essere finito sotto la lente di ingrandimento per il suo uso spasmodico di Facebook, mira ora ad estendere la sua "passione" anche ad altri membri della sua Giunta: la sua ultima dichiarazione suona come un diktat, visto che ha obbligato tutti i suoi colleghi di Governo a passare almeno un'ora al giorno su Facebook per rispondere alle domande dei cittadini, pena l'esclusione dal suo esecutivo. Chiaramente la notizia suscita dibattiti a riguardo, tra cui quella di interfacciarsi attraverso una più globale pagina istituzionale...ovviamente sempre su Facebook. Dei siti ufficiali e istituzionali non parla proprio nessuno: soluzione troppo faticosa, perché presupporrebbe anche inculcare nel cittadino un senso civico a tutto tondo. Già, forse è una soluzione troppo faticosa...
Pubblicato da kikkuzzo alle 11/17/2011 04:38:00 PM 0 commenti
Etichette: facebook, politica, psicosi collettiva, tormentone
lunedì 14 novembre 2011
RETROMARCIA
La notizia ha già qualche giorno ma val la pena tornarci su: pare che Facebook abbia raggiunto un'intesa con la Federal Trade Commission statunitense per migliorare le politiche di privacy sul suo sito, poiché non così limpide per gli utenti. Insomma, il governo americano si è mosso ufficialmente per ristabilire regole e comportamenti in nome di una semplificazione o quantomeno di una maggior chiarezza. L'accordo (definito addirittura un passo indietro per le politiche a trabocchetto di Facebook in materia) è ritenuto talmente importante che l'organismo federale effettuerà controlli e monitoraggi per venti anni (e chissà dove sarà il Web - che guarda caso compie vent'anni proprio oggi - tra un altro ventennio).
Ah, ecco: allora c'è un problema effettivo di privacy su Facebook....
Pubblicato da kikkuzzo alle 11/14/2011 08:23:00 PM 0 commenti
venerdì 11 novembre 2011
STATISTICA SULLO STATISTA
Pensavo di soprassedere sull'argomento, ma trovando in Rete un ottimo post che parla dell'uso di Facebook al fine di ampliare il più possibile il bacino di utenza per divulgazione dei messaggi non si può resistere alla tentazione, quindi fiato alle trombe.
Si parla di Servizio Pubblico, una rivoluzionaria trasmissione televisiva (almeno nel formato) che mescola vecchio e nuovo, tradizione e innovazione. Su genesi e motivazione del programma è inutile soffermarsi, basti dire che la trasmissione è in onda sia su un circuito di reti locali che ne garantisce la diffusione sul territorio nazionale in forma "standard" sia sul web in diretta streaming (naturalmente ponendo molta enfasi sulla diretta anche e soprattutto sulla pagina FB del programma). Il programma suscita curiosità e interesse - forse anche per via della situazione politica italiana - al punto che le prime due puntate sono state definite un successo e al punto tale da definire questa singola trasmissione "la terza tv del paese". Uno dei punti di forza del programma è l'interazione live con il popolo del Web: o meglio, con una parte del popolo del Web, vale a dire il popolo di Facebook (e nello specifico dei fan della pagina del programma). Pare che nell'esaltare questa interazione se ne dimentichino altre (qualcuno parla dell'assenza interattiva su Twitter, per esempio), fatto sta che su FB si raccolgono commenti e si lanciano sondaggi con feedback praticamente immediato.
E' proprio la questione sondaggi a suscitare qualche perplessità (e a fare da sfondo all'ottima analisi che ha costituito lo spunto per questo post), visto che l'unico canale di ricezione dei dati è proprio il sondaggione lanciato su Facebook. Le risposte, in questo modo, sono abbastanza scontate e dimostrano come la massa cambi idea in un nanosecondo, a seconda dell'interlocutore del momento durante il programma. Va da sé che il campione statistico risulti poco rappresentativo e molto poco stabile, eppure i dati (credo) sono stati ostentati con un certo ardore.
Innovazione, terza tv? Tutti ottimi concetti: e può anche darsi che le altre due siano obsolete e non godano di ottima salute, ma se questa è l'alternativa...
Pubblicato da kikkuzzo alle 11/11/2011 03:48:00 PM 0 commenti
Etichette: facebook, politica, psicosi collettiva, tormentone, twitter
giovedì 10 novembre 2011
STIPENDIO? DIPENDE!
Che il vostro social network preferito piaccia -e tanto - non è certo una novità. Basta guardare qua e là le schermate di molti computer o il volto chino sullo schermo di molti possessori di cellulari di ultima generazione (sarà la nuova posa dell'uomo evoluto) per rendersene conto. Per Facebook molti sarebbero disposti a tutto, ma proprio a tutto: la conferma arriva da un report che indica come quasi la metà degli intervistati sarebbe disposta a ricevere uno stipendio più basso in cambio di una maggiore libertà sui social network sul luogo di lavoro, mentre più della metà non prenderebbe in considerazione un nuovo lavoro che impone regole restrittive in fatto di social media. I dati si riferiscono alla sola situazione statunitense e vanno ovviamente considerati attendibili, anche se il periodo attuale non è proprio di vacche grasse...
Difficile entrare in questo tipo di logica, ma tant'è. Con stipendi più bassi c'è meno possibilità di comprare beni e servizi: dato questo punto di vista, sarà più complicato riuscire ad acquistare il FB-motorino...e non scordatevi il casco, ovviamente.
Pubblicato da kikkuzzo alle 11/10/2011 05:23:00 PM 0 commenti
Etichette: facebook, psicosi collettiva
martedì 8 novembre 2011
ERRARE IN RETE
Facebook e politica, ancora una volta. Lo spunto non è dettato dalla situazione italiana di questi giorni, ma da un articolo apparso sul Corriere del Mezzogiorno in cui si analizzano i comportamenti sul vostro social network preferito di due esponenti politici locali e nazionali. Sotto la lente di ingrandimento il rapporto con i propri fan da parte di un sindaco "fiero" di governare su Facebook e un politico regional-nazionale alla ribalta che ha fatto proprio dell'interazione digitale un punto di forza. L'accusa, secondo l'autore dell'articolo, è quella di utilizzare Facebook in modo errato: interessante punto di vista, ma l'errore in questo caso è nel tipo di diffusione dei contenuti e degli interventi ("troppo utente il primo, troppo cliente il secondo", si legge). Nessuna menzione al fatto che per entrambi Facebook sia "solo" un sito terzo e non istituzionale che potrebbe essere usato solo come puro aggregatore e veicolo per "altri lidi" (i siti istituzionali, appunto) per i cittadini - ops, i futuri elettori. Certo, è innegabile che anche i politici sono esseri umani e possono avere i loro profili (nei quali esulare da puri concetti politici e interagendo per questioni più personali), ma pare difficile ormai discostare anche i rappresentanti della massa da questi puri strumenti di massa.
Pubblicato da kikkuzzo alle 11/08/2011 03:27:00 PM 0 commenti
Etichette: facebook, politica, psicosi collettiva
domenica 6 novembre 2011
UN NOME DI TENDENZA
Ricordate la vicenda della neonata a cui è stato dato come nome Facebook? La notizia, per quanto strana, aveva anche la sua motivazione (e giustificazione) di fondo. Mi pare ovvio che per par condicio non possa mancare un nuovo nome all'anagrafe del mondo: Trendy.
La notizia è del Sun: un calciatore del Peterborough, Gabriel Zakuani, è uno dei tanti Twitter addicted al punto da chiamare suo figlio in onore dei temi di tendenza consultabili sul network del cinguettio. O meglio, pare che non sia proprio questa la spiegazione ufficiale, ma il calciatore (che probabilmente passerà agli annali più per questa vicenda che per la sua carriera sportiva) ammette che la decisione potesse essere in the back of his mind. Of his beautiful mind.
Pubblicato da kikkuzzo alle 11/06/2011 05:09:00 PM 0 commenti
Etichette: facebook, psicosi collettiva, tormentone, twitter
giovedì 3 novembre 2011
NON HO L'ETA'
Il fenomeno Facebook non conosce limiti anagrafici, quindi raccoglie all'interno del suo database una cerchia sconfinata appartenente a varie generazioni: tra queste, tuttavia, ci sono anche le fasce d'età più giovani, e in particolare quelle dei bambini in età preadolescenziale. Un articolo del Sun indica che quasi un milione di bambini britannici dai sette ai dodici anni sia iscritto e frequenti il vostro social network preferito. Negli Stati Uniti il numero sale (con le dovute proporzioni demografiche) a oltre tre milioni e mezzo. Passa però in secondo piano il fatto che questi profili siano di fatto mendaci, visto che non è possibile iscriversi a Facebook se non si hanno almeno tredici anni. Evidentemente il limite è sconosciuto ai più (anche alla first lady) e soprattutto è facilmente aggirabile: una data di nascita fasulla e il gioco è fatto. Colpisce anche il motivo per cui i ragazzini passano il tempo su FB: pura emulazione (la cosiddetta peer pressure), con tutto quel che ne consegue.
E questo sarebbe il sito identitario su cui in tanti (troppi) fanno affidamento e che in molti (troppi) vorrebbero come "passaporto personale" sul Web?
Pubblicato da kikkuzzo alle 11/03/2011 01:16:00 PM 0 commenti
Etichette: facebook, inganno, psicosi collettiva
domenica 30 ottobre 2011
SEI TUTTI I MIEI SBAGLI
Non c'è azienda di successo (tanto nella old che nella new economy) che non abbia alle spalle un passato fatto di alcune "cadute" o di prodotti non in linea con le aspettative aziendali. Facebook ovviamente non fa eccezione, e negli ultimi tempi ha anch'esso collezionato alcuni prodotti destinati inizialmente ad offrire caratteristiche aggiuntive ai propri utenti (nel tentativo di accaparrarne di nuovi o di "fidelizzare" i vecchi) ma che si sono rivelati a conti fatti dei veri e propri flop. Fortunatamente non proprio tutto è egemonizzato dal vostro social network preferito, segno che la dittatura completa non è stata ancora compiuta, e Facebook Wall of Shame mostra i prodotti che rimarranno nella memoria solo come esempio da non ripetere. La gamma è piuttosto variegata: si parte dalla discussa interfaccia con la funzione Timeline, si continua con i buoni-sconto geolocalizzati, si prosegue con la (non più) implementata versione "leggera" del sito, non ci si dimentica della geolocalizzazione forzata e si finisce ricordando il calo (solo statunitense, in verità) degli iscritti al sito, auspicando magari un nuovo giorno di disintossicazione da Facebook. Ironicamente, il pensiero che può scaturire è: cento di questi errori, Facebook!
Pubblicato da kikkuzzo alle 10/30/2011 06:12:00 PM 2 commenti
Etichette: facebook, tormentone
mercoledì 26 ottobre 2011
A VOLTE SI PENTONO...
C'è molta ironia nel titolo di questo post (non è una novità), ma è quel che si può pensare a proposito di quelli che si possono ben definire due aggiornamenti relativi a due episodi spinosi che vedono protagonista sempre e solo il vostro social network preferito.
Ricordate la battaglia di alcuni organi amministrativi tedeschi contro l'acquisizione dei dati da parte di Facebook concernenti il tasto like? No? Potete ovviare qui, ma nel frattempo le ultime news vedono una parziale vittoria per le istituzioni tedesche: Facebook ha deciso che i dati dei cittadini tedeschi (ma solo quelli del Land in questione) non viaggeranno oltreoceano fino agli Stati Uniti, ma rimarranno nella teutonica terra. Una specie di storico compromesso: i tedeschi continueranno a non porre veti sull'utilizzo di FB. Insomma, il cittadino è mio e i suoi dati li gestisco io. Occhio però che la decisione è molto importante, perché suppongo che pur di non perdere un mercato importante come quello tedesco Facebook è stato costretto a "chinare la testa" rinunciando ai dati che passano sulle sue pagine: è naturale però pensare che la questione possa creare un precedente potenzialmente letale, perché FB vive essenzialmente di dati come questi.
Il secondo update riguarda un'altra battaglia, quella recente del piccolo utente che prova a sfidare il gigante. La querelle tra Max Schrems e Facebook si gioca anche su alcuni dati "particolari", ossia quelli dei non iscritti a Facebook. Si tratta dei cosiddetti profili ombra, tanto da far avanzare l'idea secondo cui FB possegga una sorta di profilo anche di coloro i quali non desiderano metter piede in Facebook. E' una scoperta dell'acqua calda, purtroppo si arriva a capire questa cosa con un po' di logica e una mail in arrivo: era il 2009, sembra una vita fa, ma da allora è cambiato ben poco. Anzi, va sempre peggio.
Pubblicato da kikkuzzo alle 10/26/2011 08:34:00 PM 0 commenti