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giovedì 3 dicembre 2009

LO SPIRITO DEI TEMPI

Arriva la fine di ogni anno, e i media si scatenano per (ri)proporre le solite liste. La lista degli eventi del 2009, la lista delle foto più belle del 2009, la lista dei calendari del 2010 (ma tra letterine e letterate è sempre un belvedere), e chi più ne ha, più ne metta. In realtà, sono tutte belle iniziative per ricordare l'anno da mandare in soffitta. E nel web, non può mancare anche la lista delle parole più cercate nell'anno sui motori di ricerca.
Zeitgeist, il misuratore dei trend in base alle query (cioè alle "interrogazioni" da parte degli utenti), svela le parole più cercate dell'anno 2009 in Italia. Non sorprende il fatto che al primo posto figuri proprio Facebook...d'altronde, è lo spirito dei tempi, bello o brutto che sia...
Poi ho letto: "Michael Jackson sorpassa Facebook su Yahoo"! Stavo già per celebrare il tutto con un bel moonwalk, poi ho controllato ben bene e ho scoperto che anche sul celebre antagonista della "Big G" Facebook è la parola dell'anno. Maledetto spirito dei tempi...
E poi ho trovato questa notizia: secondo il Global Language Monitor, è Twitter la parola più gettonata del 2009! E Facebook? Non compare nella lista! A livello statistico potrebbe vincere anche Facebook, ma vorrete mai smentire il celebre Global Language Monitor? Io non ci penso neanche!

PS: Poi ho pensato: e se Facebook fosse la parola più cercata perché tutti cercano "quanto odio Facebook"? :)

martedì 16 giugno 2009

SI PUO' VIVERE ANCHE SENZA...

Genericamente è ciò che penso di FB (lo si è capito?), ma nello specifico il titolo si riferisce ad una delle pratiche apparentemente molto diffuse su FB. Una volta taggati bisogna scrivere 25 cose sul proprio io. Sì, 25 cose a caso, tipo abitudini, obiettivi, cose così. Assodata l'inutilità apparente della cosa, il solito Time Magazine ha stilato una lista di 25 cose che non si vuol sapere delle persone. Ma tant'è, ed ecco qui la lista delle 25 cose più inutili -probabilmente- della storia. Menzione speciale per i punti 4, 5, 8, 9, 14, 15, 19, 25, ma soprattutto 22. Fantastica la conclusione dell'articolo: "non posso credere che l'avrei mai potuto dire, ma ho finalmente trovato una cosa più stupida di Twitter". Sottoscrivo.

Non contenti, soprattutto vista la mole dei "fatti" condivisi in rete (si parla di 125 milioni di frasi di questo tipo che intasano il Web), lo stesso magazine pubblica la seconda lista. Qualcosa del tipo: La lista delle stupidità - La Vendetta, insomma. Anche qui alcune menzioni speciali per i punti 1, 4 (keep on dreaming!), 5, 7, 14, 17, 23.

A tutte queste affermazioni, ma in generale a tutte queste frasi -e anche all'impegno delle persone nel compilare queste liste- dedico di cuore questo video:

sabato 17 ottobre 2009

LA LISTA DELLA VERITA'

Sono sempre interessanti le liste pubblicate da magazine, giornali, periodici e roba varia. Interessanti, non per forza esatte, eh. Tuttavia, la lista delle 50 cose più odiose di Internet pubblicata dal Telegraph fa emergere un paio di aspetti interessanti...e probabilmente esatti. Un dato su tutti? Al secondo posto figura l'attivismo pigro tipico dei social network: per intenderci, tutte quelle attività di protesta/sostegno/contestazione/supporto/ecc.. nei confronti di qualcosa o di qualcuno, che spopolano su internet: basta essere "fan" di una determinata iniziativa e il gioco è fatto, anche oggi ho fatto qualcosa di utile per il mondo. Indovinate qual è il mezzo migliore per diffondere queste attività senza muovere un dito? Esatto, i social network. E in questo momento sto pensando particolarmente ad uno di questi: sapete, uno dove si passano intere giornate senza far nulla, pensando di avere una sconfinata miriade di amici che in realtà amici non sono...pensate anche voi a quello che sto pensando io?

PS: Nella lista c'è anche l'ansia di dover aggiornare il proprio blog...per fortuna è meno odiosa delle iniziative legate a Facebook!

lunedì 25 ottobre 2010

LA DURA LEGGE DELL'AMICIZIA

Avete profuso ogni vostro sforzo per avere una lista amici degna di tal nome? Avete fatto a gara con i vostri conoscenti per chi ha il maggior numero di amici? Che bravi che siete, siete davvero gli utenti perfetti del vostro social network preferito. Capita talvolta di imbattersi in ripensamenti (capita): colui il quale è amico oggi, non lo sarà domani. E' un peccato che FB dia la possibilità di cancellare qualcuno dalla lista amici, perché in questo modo non si dà la possibilità di selezionare davvero la propria cricca di persone care. Ma un lato positivo c'è, ed è prettamente linguistico: l'azione di cancellazione di contatti dalla lista amici ha prodotto un neologismo (o almeno un'evoluzione semantica) che, come già segnalato tempo fa, è ormai una parola di uso comune e con una valenza sempre più importante.
A parola nuova corrispondono anche comportamenti nuovi: ecco dunque che l'atto di unfriending su Facebook diventa proprio una sorta di arte con la sua precisa etica. Come segnala Corriere.it, riprendendo un articolo del New York Times, questa nuova dinamica sociale è addirittura oggetto di studi seri, tanto da diventare una vera e propria tesi di laurea alla University of Colorado, Denver (USA). Nel lavoro sono stati individuati i motivi per cui si rinuncia ad un'amicizia fino a quel momento evidentemente irrinunciabile: tra le possibili cause, la presenza troppo continua di commenti banali o divergenza di vedute in materia di temi "caldi" come religione e politica. Insomma, il vostro prossimo status update o il vostro prossimo commento postato con troppa superficialità potrebbero segnare la fine di un'amicizia virtuale. Fortunatamente per la rottura di una vera, invece, serve (ancora) qualcosa di più.

giovedì 29 ottobre 2009

LA LISTA ILLUMINANTE

E per la serie "oggi scopro l'acqua calda", il sito Sherweb ci regala un altro elenco riguardante il comportamento standard da seguire su Facebook (qui l'articolo tratto da Repubblica.it).
Bene, ma se l'utente medio seguisse queste regole non potrebbe e non dovrebbe: 1) aggiornare il proprio status mandando messaggi criptici [gli altri settecentoquarantamila altri amici non meritano un messaggio dedicato?] 2) mandare messaggi privati a 200 contatti, 3) mettere gli odiosi countdown relativi ad un determinato evento [giuro, LI ODIO!, ndr], 4) diffondere quelle utilissime catene che servono per salvare le piattole dell'Antartico, 5) riferire circa i bagordi della notte precedente, 6) taggare persone/amici/presunti tali in atteggiamenti sconvenienti, 7) sfogarsi online scrivendo peste e corna del proprio capo [ma il capo fa parte dei propri "amici"], 8) sovraccaricarsi di utilissime applicazioni, 9) rompere una relazione via FB, -ma sopratutto- 10) aggiungere alla lista amici persone che non si conoscono.
A questo punto una domanda: senza tutte queste attività, Facebook a cosa servirebbe? Senza il gossip, senza l'invasione della privacy, senza i tormentoni, senza tutte le manie da psicosi collettiva, senza il rispetto di un minimo di netiquette, Facebook a cosa servirebbe? Ma soprattutto, esisterebbe ancora? Caro Sherweb-blogger, la lista non è sbagliata... è tutto il resto ad essere marcio!

giovedì 22 luglio 2010

CONSENSI

Queste sono le notizie che mi piacciono: beninteso, non per accanimento aprioristico, ma solo perché ancora una volta un minimo di riflessione porta a delle conclusioni razionali. Il sempre informato Wired.it svela che il consenso nei confronti di Facebook è in (netto) calo. Beninteso, avrà anche il suo bravo mezzo miliardo di iscritti, ma qui si parla di soddisfazione nei confronti del prodotto utilizzato. Insomma, anche se rientra di diritto tra i siti maggiormente frequentati del globo e dell'interglobo, e anche se il confronto è con applicazioni diverse, Facebook è ben al di sotto di servizi come Google (ma va...), Bing, Wikipedia (e ci mancherebbe), Yahoo, Youtube.
Direte ora: beh, ma Facebook rimane il leader. D'accordo, sarà pur vero, ma c'è sempre un perché. Occhio alla lista dei servizi sopra menzionati: ci sono tre (e dico tre) motori di ricerca, un'enciclopedia open source (una sorta di motore di ricerca del sapere) e un effettivo sito di puro entertainment. Perché allora Facebook piace ma non piace, in realtà? Semplice: è arrivato prima di tutti nell'offrire un servizio che genera (un relativo) interesse. E una volta creato uno zoccolo duro di utenti - che a sua volta richiama altri utenti -, è obiettivamente difficile ri-trasferire tutti questi su una piattaforma alternativa. Ci proverà forse in futuro Google con Google Me, ma per ora il mezzo miliardo resta ben saldo lì. Eppure non piace a fondo. Misteri di Internet...
Chiudo dicendo che sempre in quella lista compaiono tre prodotti concorrenti tra loro. Eppure funzionano, eppure sono graditi. Sarà perché un motore di ricerca è oggettivamente utile? A tal riguardo, rimando ad un interessante articolo apparso su LaStampa.it che parla di internet e dintorni: ad un certo punto si afferma che la Rete si basa sostanzialmente su motori di ricerca e social network. Vero, verissimo, ma ribadisco il concetto: solo uno è effettivamente utile. Il resto? Si può vivere anche senza...

domenica 10 aprile 2011

T-SHIT

Lo ammetto, magari l'intestazione è un po' forte, ma se non gioco con sensi e/o parole non sono contento. Tuttavia, il titolo serve per portare all'attenzione un sito che crea magliette raffiguranti i vostri amatissimi amici del vostro social network preferito. Supershirter - è questo il nome del sito che vi crea l'imperdibile t-shirt - ha un'interfaccia minimale, ma l'effetto pare che sia garantito: con un semplice login al vostro account Facebook, il sistema pescherà dalla vostra lista amici le foto dei vari profili, creando un mosaico di facce che potrete portare sempre con voi. Wow. Io ve lo consiglio caldamente: non solo perché un'applicazione esterna credo che attinga liberamente dai vostri dati (ma questo per molti non pare un grosso problema), ma anche perché, una volta avuta la maglietta, magari vi renderete conto del vostro network non proprio reale e comincerete a fare la conta dicendo ma questo chi *@#ç+ è? E questo? Ma cosa è diventata la mia lista amici?

martedì 21 luglio 2009

MA QUEL TIPO DELLA PUBBLICITA' LO CONOSCO...

E grazie, è un vostro amico! E se non è un amico, è uno della vostra lista amici (e non è la stessa cosa, per stessa ammissione degli utenti FB). Bene, Facebook è arrivato anche a questo: la nuova frontiera della pubblicità passa direttamente dalle foto a voi familiari.
Come segnalato da Downloadblog (e grazie alla segnalazione del mio superinformato amico Marco), Facebook sfrutterà le foto dei vostri amici per farvi "abboccare" e farvi cliccare sui link delle pubblicità. In pratica, a quanto sembra, un ad pubblicitario di un qualsiasi prodotto (e ripeto: di un QUALSIASI prodotto) può essere "sponsorizzato" da un componente della vostra lista amici con una bella foto tratta dal suo profilo o album. Come dite? E' una grossa violazione della privacy? Ma non fatemi ridere.... avete voluto la bicicletta...

mercoledì 4 dicembre 2013

QUANTO ODIO (SU) FACEBOOK

A metà tra un passatempo/gioco - come spesso accade dalle parti del vostro social network preferito - e la curiosità di ca(r)pire e sapere si colloca l'ennesima app che si interfaccia con Facebook (traendo chissà quali dati, ma questa è un'altra storia). Curiosi di sapere chi non vi sopporta proprio e ha accettato la vostra amicizia solo per non fare una brutta figura o perché in-fondo-che-male-c'è? Bene, a tutto c'è un'app, e questo caso non rappresenta la classica eccezione alla regola. L'applicazione si chiama Hate With Friends e di fatto vi permette la possibilità di scegliere, all'interno della vostra lista amici, quelli che vorreste eliminare perché non sopportate, perché non sapete in realtà chi siano o perché...per vari motivi, insomma. La lista "nera" rimane lì e l'applicazione promette di non rivelare la vostra odiosa intenzione: nel momento in cui l'odiato amico compie la stessa azione selezionando il vostro profilo, l'inimicizia è bella che pronta per essere consumata e una notifica ai fratelli coltelli stabilisce l'odio corrisposto e (ap)palesato. Magari vi torna utile: prendetevi un app...punto.

venerdì 5 luglio 2013

ABITU...DIARIO

Corriere.it pubblica una lista di 24 abitudini perse o trasformate grazie ai (o per colpa dei) social network, Facebook in testa (e anche un po' Twitter, come recita la descrizione dell'articolo). Probabilmente ci si ritrova un po' tutti in questa lista, non foss'altro perché i più hanno sempre detestato l'obbligatoria sessione di visione foto della vacanza delle proprie zie (abitudine 1) o perché ai più davvero non interessa nulla del cibo preparato da questo o quell'amico, ché tanto è solo un'immagine (10). E se già il vecchio SMS ha sotterrato la pratica della chiamata d'auguri (12), d'altra parte i social hanno dato a tutti - ma proprio a tutti (21) la possibilità di manifestare la propria opinione, anche se questa è poco fondata su principi scientifici (23): per fortuna, va aggiunto che spesso sui social (Twitter e Youtube su tutti, vien da dire) si trovano commenti di persone senza identità precisa - e forse è proprio questo il bello - di una genialità disarmante (24). C'è però un'abitudine abbastanza particolare che forse fa capire davvero come sia cambiato il modo di fare e ricevere informazione nel giro di pochissimi anni: quella di affidarsi a Facebook, e in particolare al flusso di notizie riportate dagli amici, per aggiornarsi sugli eventi di attualità. Una volta (14) tutto passava dai siti web tradizionali di testate giornalistiche, agenzie di stampa, blog specializzati in questo o quel settore, e sui siti ci si finiva per davvero: adesso pare che la tendenza sia quella "accontentarsi" delle condivisioni altrui, e molto spesso provenienti dalla sola pagina social di un sito. Forse è anche per questo che Facebook stia pensando ad un'applicazione specifica per le notizie (quanto imparziale non si sa, visto che Mr. Facebook ha comunque palesato una certa tendenza ideologica). Insomma, "vecchia" informazione digitale o "nuovo" feed da bacheca? Il popolo della Rete si (con)divide.

venerdì 20 novembre 2009

NEOLOGISMI 2.0

Se persino l'English Oxford Dictionary si "scomoda" a guardare nel campo dei social network per annunciare la parola dell'anno 2009, allora beh, i tempi cambiano. Non per forza in meglio, s'intende... Fatto sta che la Word of the Year stabilita dal prestigioso dizionario è unfriend. In pratica, come spiega Corriere.it, si tratta della procedura di rimozione di un contatto dalla lista "amici". Il che fa capire la valenza e il peso del concetto di amicizia (come nell'esempio dei lessicografici "Dopo aver avuto un litigio con il mio coinquilino, l'ho cancellato dalla mia lista amici di Facebook" -alla faccia dell'amicizia), visto che persino un panino val bene un presunto amico...

PS: Festeggio il centesimo post...un traguardo, certo, ma anche la consapevolezza di aver parlato (quasi) 100 volte di privacy invasa, di netiquette violata, di inganni, di psicosi collettive, di tormentoni... ma nel frattempo, il vostro social network preferito continua a mangiare identità altrui.

mercoledì 5 maggio 2010

TI ODIO...BEH, ANCH'IO!

Corriere.it ci svela l'ennesimo tormentone del web. Questa volta tuttavia si tratta di un'idea semplice e condivisibile, velata da una sottile ironia -che non fa mai male. Nasce dunque Vi Odio, un blog che racconta in stile minimalista le cose quotidiane o le persone che proprio (quasi) tutti non sopportiamo. E allora si passa dai politici ai presentatori televisivi, dai treni che non funzionano alle rotture mattutine: insomma, c'è un po' di tutto, e ci sono ampi margini di crescita della lista dell'odio genuino. Ovviamente il fenomeno non ha tardato ad arrivare su Facebook e a diffondersi a macchia d'olio, visto che ad oggi (e in pochissimi giorni) il blog dell'odio generico è arrivato a quasi 100mila "like". Buon per lui se la promozione di un prodotto passa da questi mezzi massificati. Credo tuttavia che alla lista manchi almeno un ti odio che aggiungerei molto volentieri: ma d'altronde, sull'odio "genuino" per ciò che non reggo ho fatto un blog prima di lui, no?

mercoledì 24 giugno 2009

SE QUESTO NON E' SPAM....

Credo che questa mail sia arrivata un po' a tutti: è la mail in cui il gentile team di FB ci notifica che un nostro amico ci ha intimato...- ehm, volevo dire invitato - ad iscriverci al per niente invasivo social network. Se non ci siamo ancora iscritti (cosa rara, ma sapete, succede..) il secondo nostro amico che ci invita ci farà arrivare una seconda mail al nostro indirizzo. Sorpresa! Non solo verrà visualizzato il nome del nostro ultimo amico che smania di avere la nostra amicizia, ma il gentile team ci ricorda che anche l'altro nostro amico del primo invito aspetta impaziente che la sua richiesta di amicizia venga accettata. Terzo amico, stessa storia: X ti invita su FB, ma "ricordati che anche Y e Z ti hanno precedentemente invitato". Naturalmente, se la nostra "rete" di amici smaniosi si allarga, FB penserà bene anche di farti abboccare all'amo dicendoti anche "potresti conoscere anche queste persone", poichè effettuerà un controllo incrociato delle amicizie delle persone che mi hanno invitato. Il risultato? Questo (dati sensibili e foto sono ovviamente stati ritoccati : non sono mica Facebook, IO!):


Per dovere di cronaca, tra le persone che potrei conoscere (la parte in basso dei contatti), su sei, ne conosco effettivamente 4. Un'ottima media, direi: FB ha fatto bene il suo lavoro...
La morale di questa favola? Ormai non si può scampare all'occhio del Grande Fratello del Web, neanche se non si è iscritti, purtroppo. Perché FB deve essere proprietario anche del mio indirizzo email????????????

PS: Notare l'oggetto dell'email.. suona come una minaccia! (E RICORDA: 11 DEI TUOI AMICI DEVONO AGGIUNGERE UN AMICO ALLA SUA LISTA PERCHE' E' MOOOLTO COOL!)
E' anche bello notare come il mio provider di posta mi dia la possibilità di scegliere come contrassegnare questa mail: "Contrassegna come sicuro" o "Segna come indesiderato".. Dubbio amletico, eh?

mercoledì 13 ottobre 2010

PATOLOGIE 2.0

Sulle "influenze" dettate dall'era digitale si è trattato parecchio in queste pagine, segno che l'ariete rappresentato dalla sfera virtuale sta sfondando il fortino della vita reale. A volte ossessione, a volte psicosi di massa, il vostro social network preferito a volte crea o sviluppa delle vere e proprie malattie con tanto di sintomi, diagnosi e prognosi. Sentite questa: un ragazzo viene mollato dalla sua fidanzata. Ok, niente di nuovo sotto il sole: fin qui, tutto normale. Il ragazzo la prende male (come è giusto che sia) e comincia anche a manifestare i tipici segni di un attacco allergico. Il motivo (provato ed approvato da una équipe medica)? Il ragazzo non riesce a mandar più la storia finita male, ma soprattutto il fatto che lei abbia cancellato lui dalla lista di amici di Facebook. No, giuro, questa notizia pare sia vera: è stato dimostrato che l'insorgere delle crisi asmatiche (di cui già soffriva il ragazzo, va detto) si verificavano proprio in concomitanza con la visione della foto della sua ex-fidanzata che probabilmente in quel momento conversava con altri su Facebook. Da qui l'ipotesi medica di relazionare questo stato particolare di stress alla reazione scatenata da questo scenario tutto particolare, tanto che lo studio probabilmente verrà pubblicato sulla prestigiosa rivista di settore The Lancet. La malattia del ventunesimo secolo ha un nome e un cognome. E un logo con una scritta su sfondo celeste.

domenica 27 dicembre 2009

EVOLUZIONE??

Fa piacere sapere che prima o poi la gente si accorge che Facebook NON è quel fantastico strumento su cui passare TUTTA la giornata alla ricerca dei fatterelli degli amici. E aprendo l'edizione odierna di Corriere.it, leggo un articolo in cui si parla dell'amicizia svuotata ai tempi di Facebook. Il concetto è stato sbandierato più volte in questo blog, proprio per sottolineare la perdita di valore di questo piccolo, grande concetto nell'era digitale, in cui basta il pulsante "Aggiungi" per avere un nuovo amico. E se è vero che molti utenti fanno letteralmente a gara per avere la lista amici più completa, è vero anche che il concetto di amicizia sta subendo una radicale trasformazione. Come riportato dall'articolo, infatti, si parla espressamente di "un'evoluzione, da relazione a sensazione". Evoluzione? Sicuri? Da dizionario, il concetto di evoluzione parla di "svolgimento graduale della società verso forme più progredite di vita e cultura". Ecco, appunto. Al massimo, possiamo parlare del suo antonimo, e ci ritroveremmo in pieno...perché (sempre citando l'articolo), più che 768 amici, dovremmo parlare degli amici 1024x768.

lunedì 28 dicembre 2009

EVASIONI NATALIZIE

Dopo il caso del ladro che ha pensato bene di aggiornare il proprio profilo di Facebook durante un furto, ecco un altro caso: il Sun ci delizia con la storia di criminale che è riuscito a fuggire dal commissariato di Suffolk per trascorrere le vacanze natalizie a casa propria. Naturalmente, non pago dell'evasione, ha pensato bene di sbeffeggiare tutti postando delle sue foto che provassero la sua avvenuta libertà. E quale mezzo migliore, se non Facebook? A parte i suoi commenti (tra cui un ironico "oh no, sento delle sirene...è finita - ah no, falso allarme, era solo un'ambulanza"), il latitante ci omaggia di alcune sue foto: una mentre sforna un tacchino dal forno, un'altra con l'ironico cartello Se avete visto quest'uomo, si prega di chiamare il 999 - con tanto di dito medio a corredo del tutto.
Naturalmente il tutto scatena la verve critica degli utenti FB, che hanno creato gruppi a favore e contro il personaggio. Ma la cosa più inquietante è il numero di amici del latitante, ben 1247 (sicuramente il numero è destinato a crescere, sono sicuro): tutti amici o le solite persone che pensano che aggiungere un nuovo amico-idolo alla loro lista sia veramente cool?

venerdì 20 settembre 2013

UN PRESTITO? NON CRED(IT)O PROPRIO...

Recita l'antico detto: chi trova un amico trova un tesoro.... ai tempi dei social network, tuttavia, può esser vero il contrario. L'economia mondiale ha imboccato una buia e stretta via; si è alle strette, e anche la cosiddetta stretta del credito non conosce ormai più confini; bisogna stringer la cinghia, e le banche non sono da meno. Dimenticate la filosofia che contraddistingueva gli istituti di credito fino a qualche anno fa: prima di concedere un prestito o un mutuo, le banche vogliono sapere tutto di voi e pretendono un bel po' di garanzie prima di allargare i cordoni della borsa. Questa ricerca di rassicurazioni economiche, tuttavia, travalica anche i normali confini della vita "normale" e sfocia dritta dritta su bacheche e dintorni: sempre più spesso, infatti, gli istituti bancari (statunitensi, per ora) scandagliano persino la lista degli amici dell'aspirante beneficiario della somma alla ricerca di profili "sospetti" e poco affidabili dal punto di vista finanziario. Insomma, se tra i vostri amici figura qualche pignorato, insolvente, ipotecato o cattivo pagatore rischiate di vedere letteralmente volare via la possibilità di ricevere un sostegno economico per una qualsivoglia attività. Considerata la facilità con cui al giorno d'oggi si includono le persone nella propria cerchia virtuale di conoscenze, il rischio di ricevere un niet dalla banca è piuttosto altino. I soldi arriverebbero solo dopo una accurata selezione: insomma, il credito arriva solo a tempo debito.


martedì 9 novembre 2010

JIMMY IL FENOMENO

No, non il mitico personaggio dei bei film che facevano un tempo...il fenomeno in questione è Jimmy Kimmel, conduttore di un popolare show negli Stati Uniti. In una delle sue ultime puntate, Jimmy ha annunciato ufficialmente il National UnFriend Day (termine ormai di uso comune): come riportano alcune testate nostrane, si tratta di fare "pulizia" tra i propri contatti Facebook, eliminando quelli con i quali non avete in realtà mai scambiato una parola, sia virtuale che reale. Lo so che se tutti seguissero questo consiglio Facebook non avrebbe (quasi) più senso e che tutti ridurrebbero del 90% la propria lista "amici", ma val la pena tentare. Appuntamento fissato per il 17 novembre: provateci a casa.

lunedì 3 dicembre 2012

LE PAROLE SONO IMPORTANTI*

Come ogni anno giunge dicembre (ma potrebbe essere l'ultimo, anzi forse no) e si cominciano a tirare le somme dell'anno che sta per essere archiviato. Anche i grandi gestori del sapere digitale non sono da meno, ed è ormai consuetudine che i grandi motori di ricerca ci delizino con la lista dei termini più cercati sui loro oracoli. In realtà è abbastanza affascinante scoprire e confrontare il modo in cui cambia la ricerca e il modo di ricercare da parte degli utenti, perché i grandi temi (e le relative ricerche) cambiano di anno in anno, a seconda di questo o quell'evento. Certo, non sorprende vedere ancora una volta (fonte: Yahoo!) che Facebook sia ancora in cima alle parole più cercate, e a distanza di tre anni il trend sembra non scemare. A mente fredda, tuttavia, sorprende un pochino vedere sempre quella parola in cima: perché la gente cerca la parola Facebook (e Twitter)? Per accedervi? E i preferiti esisterebbero solo per fare presenza? Gli altri termini hanno un senso perché sono più "dinamici" (cioè possono essere ricercati più volte ottenendo risultati diversi) o fanno riferimento a persone o cose che nel corso dell'anno si sono distinte per particolari situazioni: perché il meteo cambia ogni giorno, l'oroscopo (se ci credete) pure, i programmi tv sono sempre diversi (hmm, più o meno), la politica nel bene e nel male si alimenta di personaggi rappresentativi della situazione attuale (oddio, ci sarebbero anche vicende extra-politiche, ma credo sia - a ben donde - più una ricerca relativa alla sezione immagini), perché - ahimè - cercare notizie drammatiche talvolta è inevitabile, perché un computer in fondo sa calcolare meglio di noi, perché gli oggetti indispensabili sono desiderati a tutti i costi (è proprio il caso di dirlo). Ma perché si cerca il vostro social network preferito pur sapendo benissimo dove si trova? Misteri della Rete, misteri ricorrenti di ogni fine d'anno.

Ps. *

sabato 18 luglio 2009

UNA SBIRCIATINA...

"Eddai, una sbirciatina alle foto di quello lì, dai, cosa vuoi che sia"? Trattasi di tipico dialogo di utente medio di Facebook. La curiosità morbosa è l'anima del vostro social network preferito, è inutile nascondersi dietro un dito. Le liste di "amici" sono piene zeppe di persone che non salutereste mai vedendole dal vivo, ma diamine, le loro foto dell'ultima festa sono assolutamente da vedere. E come fare per tutte quelle persone che non sono nella lista "amici"? Come fare per spiare le loro foto? Come? Come?
Al dilemma shakespeariano hanno dato risposta un paio di programmini che permettono di fare felici tutti gli aspiranti paparazzi di questo mondo, italiani in primis. Come riporta Repubblica.it, grazie a software come Photo Stalker e Seegugio potete farvi i fatti di tutti, ma proprio tutti. Spiare le foto di perfetti sconosciuti è il sogno di molti. Ora è realtà. Andate, installate i programmini e perdete giorni a vedere foto che senza questa psicosi collettiva in realtà non vedreste MAI. E mi raccomando, andate fieri di aver fatto tutto ciò. Un pò come i circa 2.700 fan di Seegugio... gente che sicuramente fa della discrezione il proprio punto forte.

PS: Seegugio... almeno il gioco di parole non è male... mi ricorda Homer Simpson che racconta dell'autobus che doveva andare speedito.