Non avrei mai pensato di dedicare ben due post a Vasco Rossi. Il primo, qualche mese fa, prendeva spunto da un suo annuncio per dimostrare come il popolo della Rete, attraverso i social, sia in grado di "veicolare" determinati pensieri a seconda del mezzo scelto. D'altronde la logica dell'opposizione è un classico, un po' come Vasco contro Ligabue (ecco, appunto). Da qualche mese, tuttavia, Vasco si diletta a comunicare con i suoi sostenitori e non attraverso quelli che lui chiama clippini, una parola che finirà dritta nel dizionario tra qualche tempo, ho ragionevole certezza di crederlo. Insomma, da qualche mese le parole "Vasco" e "Facebook" sono diventate quasi un tutt'uno, espressioni inseparabili. E allo stesso modo, l'opinione nei confronti di questi due concetti è netta, unica: Vasco e Facebook o si amano o si odiano, difficile che ci sia una via di mezzo. Finisce quindi che molte delle dichiarazioni del Blasco lascino uno strascico di polemiche per via delle tematiche affrontate, perché in preda ad un vero e proprio sfogo quasi quotidianamente si lascia andare a pensieri & parole espressi in maniera libera, ma davanti ad una Webcam e connesso ad un sito (non suo, per giunta).
Dicevo: non avrei mai pensato di andare oltre un post riguardante il signor Rossi, tra l'altro per vie traverse. E quindi tutti i suoi "pensieri" estivi, i suoi annunci, le sue polemiche e le sue condizioni di salute e tutto il resto sono stati bellamente ignorati, più che altro per (molto) poco interesse. E invece oggi il signor Rossi si è messo a filosofeggiare, a parlare di massimi sistemi, a parlare dell'esistenza umana e della fatalità degli eventi. Libero cittadino in libero stato, per carità: nel suo ultimo messaggio, però, ha pensato bene di toccare un tasto dolente, parlando delle persone che guidano in stato di ebbrezza. Il suo punto di vista? Non definito e sfumato, come la sensazione di quando si alza un po' troppo il gomito. Afferma che guidare in questo stato non è una buona idea, però... ecco, però. Si è soliti pensare che in queste questioni non ci sia un però, e per ulteriori delucidazioni andate a chiedere a chi piange le vittime della strada per via dell'alcool (spesso altrui). Probabilmente Vasco è consapevole di parlare ai suoi fan e quindi sa di trovare un certo consenso tra gente che lo vede come un idolo da emulare. Ecco, forse è questo il però. Molti (soprattutto le giovani generazioni in fase di formazione del proprio io) vedono Facebook come il mezzo di trasmissione della Verità poiché ritenuto uno strumento affidabile e molte persone vedono i propri idoli come punti fermi della propria esistenza per quel che fanno e dicono: ecco, questo può essere un vero e proprio mix letale. Un po' come l'alcool, però forse peggio.
martedì 20 settembre 2011
IO NON CI CASCO
Pubblicato da kikkuzzo alle 9/20/2011 12:06:00 AM 0 commenti
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venerdì 16 settembre 2011
INTERROGAZIONI FUORI ORARIO
In un film di più di trenta anni fa (di un cinema che non c'è più) era la liceale a "incastrare" i professori. A distanza di tempo si invertono i ruoli, e anche e soprattutto i mezzi di comunicazione che portano ad imprevedibili "supplementi didattici". Per carità, non è la prima volta che succede una cosa del genere, però un supplente che chiede l'amicizia su Facebook a sue studentesse (quasi) maggiorenni di liceo arrivando a vere e proprie molestie (e gli screenshot delle conversazioni sono stati utilizzati come prova a carico) rappresenta una variazione ad un tema che dovrebbe far riflettere. No, non dal punto di vista morale o etico (ognuno può pensarla a proprio piacimento), quanto per via di alcune dichiarazioni e motivazioni alla base della vicenda. Innanzitutto l'atteggiamento del docente, il quale si comporta in modo sicuramente meno "abbottonato" perché Facebook non è come a scuola, è un'altra cosa (sì, è un'altra cosa, non necessariamente migliore). E, cosa forse più grave, la motivazione per cui le ragazze hanno accettato la richiesta di amicizia: perché non si può dire di no ad un professore temendo brutti voti. A malincuore, ecco dove può arrivare la mania da aggiunta amici: a dover condizionare la propria vita reale per via di un contatto "scomodo" ma che in qualche modo deve far parte del proprio network. Vien da pensare che in America allora non ci abbiano visto poi così male...
Pubblicato da kikkuzzo alle 9/16/2011 12:21:00 AM 0 commenti
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sabato 10 settembre 2011
LICENZA DI LICENZIARE
Tra Facebook e il mondo della produttività e del lavoro c'è un rapporto di vero amore&odio. Di amore, perché è anche un ottimo (va detto) strumento di marketing utilizzato da grandi e piccole aziende per promuovere e comunicare, nonché per tracciare profili sempre più accurati dei propri clienti, anche se si utilizza uno strumento "esterno" ai brand stessi (a questa cosa si fa fatica a trovare una logica, anche se a pensare male poi un perché lo si può sempre trovare). E di odio, perché i "pesci piccoli" (ossia i semplici lavoratori) finiscono per essere beccati con le mani nella marmellata digitale quando in realtà dovrebbero muovere l'economia, anziché timbrare solamente il cartellino ed effettuare il login. Capita quindi che qualcuno paghi a caro prezzo la sbirciatina sul vostro social network preferito, al punto tale da essere licenziato in tronco - e per di più per giusta causa. Sul sito web de Il Sole24Ore si parla dei primi licenziamenti avvenuti in Italia per colpa di Facebook, anche se la notizia di fatto non è una novità perché fatti molto simili sono ormai all'ordine del giorno. Quel che fa riflettere è lo stralcio di motivazione di una sentenza collegata ad uno di questi eventi, e riportarla anche in questa sede certo non fa male. La decisione, che riguarda in realtà una causa relativa ad offese pubblicate su FB, recita testualmente: In definitiva, coloro i quali decidono di diventare utenti di "Facebook" sono ben consci non solo delle grande possibilità relazionali offerte dal sito, ma anche delle potenziali esondazioni dei contenuti che vi si inseriscono: rischio in una certa misura indubbiamente accettato e consapevolmente vissuto.
"Ben consci"? "Accettato e consapevolmente vissuto"? Ho la vaga impressione che la giurisprudenza del futuro vivrà di screenshot di bacheche e status update.
Pubblicato da kikkuzzo alle 9/10/2011 03:43:00 PM 0 commenti
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lunedì 5 settembre 2011
I'LL TWEET YOU A TALE - NOW GO TO JAIL!
Acquisire informazioni nell'era digitale è forse quanto di più semplice ci possa essere, ammettiamolo. Lo possono fare tutti quelli con un minimo di conoscenza degli strumenti: basta accendere un computer o un cellulare e si entra nel mondo della Rete alla ricerca di notizie, dati, fatti e simili. Certo, poi esiste la ricerca indiscriminata e quella con criterio (merce rara, quest'ultima): credere proprio a tutto quello che passa in Rete non sembra essere scelta saggia, anche perché la cosa va di pari passo con la mania da tweet&post di alcuni (molti) utenti.
Con conseguenze anche gravi: in Messico alcuni utenti Twitter hanno pubblicato false informazioni solo per scherzo, causando il panico tra la popolazione della città di Veracruz. Risultato? Rischiano trenta anni di carcere (un tot di mesi per ognuno dei 140 caratteri disponibili, in pratica). La vicenda ricorda una situazione simile accaduta in Inghilterra, e sempre senza una reale intenzione. Cogito ergo post. Sicuri vada sempre così?
Pubblicato da kikkuzzo alle 9/05/2011 09:09:00 PM 0 commenti
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venerdì 2 settembre 2011
THE GETAWAY*
Se volete dare un po' di pepe al fine settimana, potete imitare la vicenda di Leah Gibbs, ventitreenne inglese che ha conosciuto un tizio su Facebook, è uscito con lui ma quest'ultimo, con la scusa di chiedere un passaggio a lei per fare una puntatina ad una sala scommesse, ha pensato bene di fare una rapina e di usare la ragazza come autista per la fuga. Al grido di Drive, drive, driveeeee l'appuntamento della ragazza si è trasformato in un incubo con tanto di arresto e notte in gattabuia.
Voi direte: sì, ma poteva succedere con chiunque e con qualsiasi mezzo, sia offline che online. Sì, ma è successo per via di Facebook, quindi...
*=musica consigliata per immaginarsi la scena della vicenda...fa molto inseguimento stile telefilm anni '70!
Pubblicato da kikkuzzo alle 9/02/2011 08:49:00 PM 0 commenti
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martedì 30 agosto 2011
WATCH YER STEP
Per evitare che il prossimo check-in lo facciate direttamente dall'ospedale (se vi va bene...), ecco un altro cartello il cui obiettivo è quello di sensibilizzare gli utenti in perenne contatto con Facebook attraverso il cellulare: dopo il dissuasore di tweet in situazioni d'emergenza, ecco l'anti-status update, altra genialità niente male:
Pubblicato da kikkuzzo alle 8/30/2011 11:37:00 PM 0 commenti
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lunedì 29 agosto 2011
PER...BACCO, E' STUPEFACENTE!
L'ennesimo studio riguardante Facebook e affini stavolta prende di mira le possibili ripercussioni che immagini varie di amici, conoscenti e semplici sconosciuti possono avere nei comportamenti di determinati utenti del vostro social network preferito (e non solo). La notizia arriva dritta dritta dalla Columbia University, più precisamente per mezzo di un report che sottolinea come il numero cospicuo di immagini su siti come Facebook e MySpace di ragazzi (e non) ritratti mentre si accendono una paglia, mentre alzano un po' troppo il gomito o tirano (e non parliamo di calcio...) renderebbe più inclini a questi vizi gli adolescenti. Insomma, le foto della sbronza del giorno prima o gli emuli di James Dean costituiscono un'influenza negativa per i giovanotti, poiché più propensi ad abbracciare la triade Bacco, Tabacco e polvere...e se altri media come Tv e cinema si danno da fare per limitare la diffusione di questi "vizi" nei contenuti per i più giovani, i social diventano il nuovo punto di riferimento per le giovani generazioni, con il rischio di diventare un esempio non proprio perfetto da imitare.
Pubblicato da kikkuzzo alle 8/29/2011 11:54:00 PM 0 commenti
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mercoledì 24 agosto 2011
KEIN LIKE
Libero cittadino in libero stato: con questa massima si può riassumere il comportamento degli utenti "singoli" che popolano il vostro social network preferito, alle prese con svariati metodi per "rovinarsi reputazioni" online & offline. C'è però un'altra spinosa questione, ed è quella relativa al rapporto tra Facebook e soggetti aziendali e soprattutto istituzionali. Considerando che questi ultimi sempre più si avvalgono di FB per interfacciarsi con la comunità (c'è perfino un sindaco che "si vanta" di governare attraverso Facebook, ignorando evidentemente l'esistenza di canali ufficiali - istituzionali appunto- che magari potrebbero essere utili per avvicinare il cittadino alla cultura civica), il nodo gordiano della problematica riguarda proprio la proprietà dei dati che circolano su questi siti. Proprio da questa preoccupazione nasce l'iniziativa di un Land tedesco, lo Schleswig-Holstein, di mettere al bando il tanto discusso pulsante "like" per i siti web istituzionali e aziendali della regione. Il motivo? Essenzialmente una questione di privacy, visto che il pulsante contribuisce alla trasmissione di dati anche ad organismi terzi in grado di tracciare un profilo di gusti ed abitudini degli utenti, e ciò costituirebbe una violazione delle normative europee in materia, senza contare che i dati finirebbero dritti dritti in uno stato diverso dalla Germania, e questo proprio non si potrebbe accettare.
Ancora polemiche, dunque, sulle "solite" questioni. Ovviamente il fronte dei sostenitori di Facebook punterà il dito contro la dittatoriale decisione tedesca, ma perché non vedere il bicchiere mezzo pieno anche in questi casi? Senza fronzoli e dettagli, magari Facebook può diventare "solo" una buona vetrina per istituzioni e aziende, una sorta di starting page (e non di arrivo) per rimandare a siti web istituzionali e ufficiali più "seri" (e sicuramente più completi). Insomma, un buon metodo per far capire a molti utenti della Rete che il Web non è solo un sito con logo blu e pulsanti per gradire. Perché la realtà, per molti, è diventa proprio questa.
PS: La capitale dello Schleswig-Holstein è Kiel. Che è, guarda caso, l'anagramma di like. Dev'essere proprio qui il problema...
Pubblicato da kikkuzzo alle 8/24/2011 01:44:00 PM 0 commenti
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venerdì 19 agosto 2011
PROFILO...SU MISURA
No, non si tratta di personalizzazione di profili smanettando tra impostazioni di (presunta) privacy o notifiche varie, ma non sapevo come altro definire la creazione modaiola all'ultimo grido (letteralmente): si potrebbe dire che il vestito creato dalla stilista Lana Dumitru per la linea Romanian Apparel rappresenta proprio una bacheca Facebook che segue il profilo delle curve - con tanto di dito puntato sul lato b. In effetti sembra un costume di Carnevale, ma forse in entrambi i casi la domanda che sorge è la stessa: ma che, è uno scherzo?
Pubblicato da kikkuzzo alle 8/19/2011 01:12:00 AM 0 commenti
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lunedì 15 agosto 2011
E UN'(ALTRA) NOTIFICA APP....ARVE
Internet in mobilità, che comodità. Un fenomeno in crescita esponenziale, agevolata dai piani tariffari flat e da telefonini (oggi sono chiamati smartphone) sempre più simili a computer che a semplici apparecchi di chiamata. Ma diciamoci la verità, quante persone hanno internet sul proprio cellulare quasi solo ed esclusivamente per controllare gli ultimi aggiornamenti su Facebook o per far sapere al mondo cosa stanno facendo? Suvvia, un po' di onestà...in aggiunta, molti cellulari hanno un'utilissima applicazione in grado di notificare automaticamente all'utente i nuovi aggiornamenti relativi al vostro social network preferito. Finisce così che si rischiano centinaia (e spesso forse il numero è riduttivo) di notifiche di questo tipo, e tutte sostanzialmente relative ad azioni digitali. E se ci fosse un'app in grado di svelare quello che davvero pensano e fanno i vostri amici quando interagiscono con i social network? Ecco la provocazione chiamata Appathy (nome geniale): se esistesse davvero, si scoprirebbe la quintessenza di Facebook e dintorni. Ammettetelo!
Pubblicato da kikkuzzo alle 8/15/2011 12:40:00 AM 0 commenti
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