E questo è il livello del giornalismo d'oggi:
venerdì 7 ottobre 2011
ARRESTATE LA MANIA!
Pubblicato da kikkuzzo alle 10/07/2011 11:59:00 PM 0 commenti
Etichette: facebook, psicosi collettiva, tormentone
mercoledì 5 ottobre 2011
UN RANT...OLO SOCIALE
Per la serie "viva la sincerità (ridendoci su)", ecco un video che dice le cose così come realmente stanno. In The Gentlemen's Rant: Facebook si tira fuori la verità: i vostri status update, le vostre foto, i vostri commenti suscitano un interesse pari a zero. Perché ridendo e scherzando si dicono mezze verità...forse più di mezze verità.
Pubblicato da kikkuzzo alle 10/05/2011 07:44:00 PM 0 commenti
Etichette: facebook, psicosi collettiva, tormentone, video, youtube
lunedì 3 ottobre 2011
LA CONTA DIGITALE
Sul portale web de La Stampa appare oggi un articolo che parla "del censimento nell'era Facebook". Fermo restando che è stata la parola "Facebook" (e non censimento) a farmi cliccare sulla pagina, nell'articolo si parla della possibilità, nell'era ultradigitale di persone ultraconnesse, di affidare "la conta" degli Italiani a strumenti online. Ecco, e i social network che c'entrano? Probabilmente come strumento di diffusione dell'iniziativa - e non sarebbe un cattivo strumento -, ma nello stesso "pezzo" ci si interroga a proposito della (im)possibilità di effettuare la compilazione in Rete anziché attraverso l'analogica posta tradizionale (questa possibilità è addirittura definita "da temerari"). Insomma, sembra che la soluzione più facile e attuabile sia un bel censimento attraverso Facebook, perché solo lì ci sarebbe un'adesione di massa e non si incorrerebbe così neanche in sanzioni. Se si arriva a queste conclusioni forse è perché le istituzioni e media sono i primi ad affidarsi a FB come mezzo di veicolazione di contenuti, dunque l'opinione pubblica tenderà ad ignorare la possibilità di affidarsi a siti istituzionali per effettuare queste operazioni (e questo sito -con le dovute sicurezze - esiste, basta aspettare qualche giorno), senza contare che siamo un paese dall'età media abbastanza elevata e ancora (molto) poco connesso per arrivare alle soluzioni paventate nell'articolo. Insomma, un censimento via FB non sembra essere la panacea di tutti i mali: evidentemente, uscire dai soli schemi di Facebook è effettivamente "da temerari".
E pensate all'esistenza di un sito in cui inserire tutti i vostri dati: hmm, aspetta...non è per fini statistici, ma mi sa mi sa che esiste già....
Pubblicato da kikkuzzo alle 10/03/2011 06:36:00 PM 0 commenti
Etichette: facebook, psicosi collettiva
sabato 1 ottobre 2011
IRRIDUCIBILI
Fa piacere aprire un tradizionale giornale cartaceo e scoprire che ogni tanto qualcuno si ricorda di quelli che si possono tranquillamente definire i "tradizionalisti" della Rete. A pagina 44 del Corriere della Sera si parla de La mia vita da blogger nei giorni di Facebook. Perché la situazione (ahimè) è questa, il gigante FB mette in secondo piano il ruolo dei blog, nati concettualmente molto prima del vostro social network preferito e per molti una fonte secondaria di apprendimento e condivisione di contenuti. Insomma, la vita da blogger sembra quasi una condizione più "misera" rispetto a quella dell'ormai classico utente FB, e l'articolo a tutta pagina sembra una via di mezzo tra informazione e solidarietà (una specie di "dedichiamo una pagina ai gestori di blog, razza in estinzione"). Invece leggendo si scoprono cose interessanti, ad esempio che alcuni fra loro riescono anche a monetizzare (e bene) quella che per loro è diventata un'attività full-time. Perché sui blog si possono anche generare contenuti di qualità, perché si possono soprattutto approfondire questi contenuti, perché un blog dà la possibilità di personalizzare il proprio spazio e di non vincolarsi ad una bacheca blu. E pazienza se molti sono "costretti" a dover ripiegare sui social network per avere un po' di visibilità, ma d'altronde utilizzare questi strumenti come vetrina e non come generatore di contenuti vuol dire usarli con molto raziocinio, parecchia intelligenza e un pizzico di strategia virtual-commerciale (che non fa mai male).
Insomma, per alcuni il "vero" spazio in grado di rappresentare un'identità è un blog, non un profilo Facebook. Sono loro i veri "tradizionalisti" del Web, gli "Irriducibili" della Rete.
Pubblicato da kikkuzzo alle 10/01/2011 01:57:00 PM 0 commenti
Etichette: facebook, marketing, psicosi collettiva
venerdì 30 settembre 2011
RELAZIONE COMPLICATA
Parafrasando uno dei relationship status più in voga su Facebook, il rapporto burrascoso in questione è tra il vostro social network preferito e la privacy (tanto per cambiare). In concomitanza con l'introduzione della nuova interfaccia grafica si pone anche il problema di dover reimpostare determinate notifiche, aggiornamenti e situazioni legate alla condivisione da sbandierare ai quattro venti o "solo" tra migliaia di amici e semi-sconosciuti. Wired analizza questo nuovo layout, sottolineando il "solito" problema delle notifiche di default impostate come pubbliche. In genere un utente attento e/o responsabile perde qualche minuto della sua vita a "smanettare" fra opzioni e simili, ma vale sempre il solito discorso: su settecento e passa milioni di utenti qualcuno ci cascherà, no? Val la pena leggere i commenti relativi all'articolo citato: ci sono tre utenti che implorano aiuto perché non riescono ad impostare le notifiche un po' meno pubbliche. Insomma, it's complicated, anche per quelli di buona volontà. E tra loro, anche un'amara riflessione che non fa altro che constatare come questo aggiornamento "non faccia l'interesse del consumatore privato". Ecco, forse è qui il punto: pensare che FB faccia davvero il vostro interesse vuol dire forse non aver capito cosa siano i social se visti a 360°.
Pubblicato da kikkuzzo alle 9/30/2011 06:01:00 PM 0 commenti
Etichette: facebook, inganno, privacy, psicosi collettiva
giovedì 29 settembre 2011
UNA VITA FA
Una delle domande tipiche che l'uomo normale si pone ciclicamente recita più o meno "Ma come facevamo prima senza..."? La risposta spesso si intreccia con le evoluzioni tecnologiche, e allora giù con quesiti del tipo "senza il telefono, senza il cellulare, senza smartphone" e via discorrendo. Oddio, ci sarebbe spazio per un "come si faceva senza Internet", ma pare che la domanda "come si faceva senza Facebook" riscuota un appeal decisamente superiore. E' lo stesso interrogativo che si pone un blogger del Fatto Quotidiano, e la risposta è di quelle che invitano a pensare, per una serie di motivi. Il primo: l'autore dell'intervento è effettivamente un esperto del settore. Vivendo di pane&social media, mi pare un ottimo punto di partenza. L'analisi che fa è logica, lucidissima, tecnicamente inattaccabile. Ma come dice Vasco, c'è un però: il succo del discorso riguarda -e deve riguardare - tutte le piattaforme di interazione sociale, e non soltanto Facebook. Insomma, il vostro social network preferito non deve diventare un eponimo, eppure per molti lo è già diventato (anche sbagliando, vista la facilità delle persone nell'identificare FB con l'intera Rete). In un certo senso anche nell'articolo citato si cela un "tranello", visto che il sol nome di FB ha la funzione di attirare lettori ma viene citato solo due volte nel testo (che a questo punto fortunatamente parla genericamente di questo tipo di strumenti - altro punto a suo favore). Ma c'è anche il risvolto della medaglia. Chi di FB ferisce, di FB perisce: fatevi un giro per i commenti all'articolo e scoprirete che c'è anche un altro modo di fare interazione sociale, e senza dover vendersi l'identità. Alla luce di tutto questo, forse si può riformulare la domanda: com'era la vostra vita prima di Facebook? Beh, si può vivere anche senza, e fortunatamente lì fuori, nella Rete, c'è fortunatamente ancora qualcuno in grado di far sentire la propria voce senza passare dalle solite pagine.
Pubblicato da kikkuzzo alle 9/29/2011 05:02:00 PM 2 commenti
Etichette: facebook, psicosi collettiva, tormentone
lunedì 26 settembre 2011
IL BISCOTTINO DELLA FORTUNA
Nei ristoranti cinesi, a fine pasto, sono soliti servire il fortune cookie, un dolcetto con al suo interno una frase, una massima, una predizione, un augurio...insomma, un messaggio. In questo caso la fortuna (economica, suppongo) è dei pubblicitari e del vostro social network preferito, poiché i cookie in questione (ossia dei piccoli file che rimangono all'interno dei computer per favorire un successivo accesso ai siti precedentemente visitati) rimangono "attivi" (ossia continuano a trasmettere informazioni al sito "madre") anche una volta effettuato il logout dal sito stesso. In soldoni: Facebook continuerebbe a trarre informazioni relative alle attività degli utenti anche al di fuori dei suoi confini.
Va detto che il ruolo dei cookie non è per forza "malvagio", e FB non è certo il primo sito a farne uso. Detto questo, collegare certe informazioni al luogo sul Web in cui maggiormente si rappresenta la propria identità e personalità, e per giunta anche quando si pensa di esser fuori da questo luogo, fa pensare che un minimo di dubbio sia quantomeno lecito. Le soluzioni a quello che non necessariamente va definito come problema sono abbastanza semplici (cancellare i cookie), ma vallo a dire a settecento e passa milioni di utenti. Per molti di questi - sono ragionevolmente certo - un cookie è qualcosa di commestibile, non una cosa che alla lunga rischia di mangiarti.
Pubblicato da kikkuzzo alle 9/26/2011 10:17:00 PM 0 commenti
sabato 24 settembre 2011
FALSE VERITA', AUTENTICHE MENZOGNE
"La verità e la menzogna hanno volti conformi e portamento, gusto e andatura simili; noi le guardiamo con lo stesso occhio"
Michel de Montaigne
Saggi, III
Diceva bene il buon Michel più di quattro secoli fa. Quel che non avrebbe potuto immaginare è la creazione, all'alba del nuovo millennio, di luoghi non fisici dove scatenare il proprio ego o elogiare la semplicità e la schiettezza dei fatti.
Tutto parte da un pensiero online che recita così: Facebook è il posto dove menti a chi conosci, Twitter è il posto dove sei sincero con gli sconosciuti. Di chi sia questa perla poco importa, ciò che conta è il messaggio. Le motivazioni alla base di questa differenziazione sono molteplici, a partire dal concetto alla base dei due social, passando dall'idea di aggiornamento di pensieri propri e altrui fino al grado di dipendenza che possono generare per motivi diversi. Fatto sta che anche su Corriere.it si riflette a proposito di questa differenziazione, e pazienza se alcuni servizi Web permettono di effettuare i retweet dei messaggi su FB e viceversa, contribuendo a mischiare falsità e verità in un unico calderone virtuale. Resta l'assunto alla base: FB è - o è diventato - un posto poco autentico, uno specchio di una non-verità. Vero o falso?
Pubblicato da kikkuzzo alle 9/24/2011 01:59:00 PM 0 commenti
Etichette: facebook, inganno, psicosi collettiva, tormentone, twitter
venerdì 23 settembre 2011
"NOT"...ANOTHER SOCIAL
Non male il tempismo che si verifica tra la pubblicazione di divertenti video che hanno come protagonista Facebook e dintorni e le notizie effettive che sembrano quasi girare il coltello nella piaga dell'ossessione social. Per la sezione ilarità si prendono in giro le caratteristiche di Google Plus per la creazione finale della sua nemesi, vale a dire not Google Plus, ossia la vita fuori da gruppi insensati e liste di amici:
(Inutile dire che il video ben si applica anche e soprattutto a FB)
Il tutto mentre al F8 Event sono state presentate le ultime novità relative al vostro social network preferito, in particolare la funzione Timeline che raccoglie in un'unica pagina tutto quel che fate e siete, in tempo reale. Il passo definitivo per dire tutto a tutti. Il passo definitivo per non uscire più da Facebook, e il passo definitivo per non uscirne più: una specie di ergastolo.
Pubblicato da kikkuzzo alle 9/23/2011 08:10:00 PM 0 commenti
Etichette: facebook, psicosi collettiva, video
mercoledì 21 settembre 2011
FACCIO COSE, VEDO GENTE*...
...leggo libri, guardo film, ascolto musica. "Beh, e quindi?", verrebbe da dire. E invece le informazioni (come le parole) sono importanti, soprattutto in ottica di marketing. Si è già diffusamente parlato del potere "occulto" del tasto like, in grado di profilare sempre meglio l'utente dal clic facile. E pare che ben presto il tasto non sarà più solo: stando alle ultime notizie in anteprima e che saranno presentate al F8 event, Facebook è pronto ad introdurre nuovi e più precisi pulsanti da integrare nella propria interfaccia. Le opzioni in questione sono read, listened e watched, e serviranno per "segnalare" ai propri amici ciò che è stato fatto recentemente a livello multimediale e non. Beh, la segnalazione chiaramente susciterà interesse più ai pubblicitari che agli amici della bacheca, ma questo evidentemente è solo un piccolo e insignificante dettaglio. D'altronde il prezzo da pagare per far parte di Facebook è sotto forma di consiglio tracciante.
PS: *
PPS: evento f8, eh? Beh, pure io me ne f8!
Pubblicato da kikkuzzo alle 9/21/2011 11:44:00 AM 0 commenti
Etichette: facebook, marketing, psicosi collettiva, tormentone
