sabato 8 maggio 2010

UN'ALTRA TOP TEN

Ecco l'ennesima classifica (dopo altre pubblicate in questi spazi) che spero faccia aprire un po' gli occhi. L'ho trovata su Downloadblog.it, a sua volta originariamente presa da un fantastico post su rocket.ly (a cui fa seguito un altro messaggio pienamente condivisibile): si tratta delle 10 (buone, ottime, sacrosante) ragioni per cui evitare Facebook. Inutile dire che queste regole sono un po' i 10 comandamenti (virtuali) di chi ha capito che la privacy, tutto sommato, è qualcosa che vale di più di un finto calderone di amici.
Spero vivamente che la classifica sia illuminante, perché in questo modo si può comprendere quanto l'azienda Facebook non miri alla soddisfazione dei suoi utenti, ma al suo tornaconto personale (al suo portafogli, insomma). Ecco che dunque il bistrattato accordo di licenza delle condizioni "contrattuali" di Facebook si rivela la classica arma a doppio taglio, per via del concetto di "proprietà dei contenuti" caricati dall'utente, e riciclati per fini commerciali. La classifica gira evidentemente proprio intorno al concetto di lesa privacy dell'utente, nonché ad un diffuso senso di comportamento non etico da parte degli sviluppatori e del creatore di FB, che di fatto gioca sulla morbosità dei suoi iscritti per puro interesse. Aggiungo io che gioca proprio sull'ignoranza (nel senso che ignorano) degli utenti, desiderosi di farsi i fatti degli altri ad un costo probabilmente molto alto in futuro. Ma la chiosa della classifica è di un certo livello: occorre tenersi lontano da Facebook semplicemente perché non è un granché. Eh, io lo dico da anni...

2 commenti:

Fabio ha detto...

ciao,
vi segnalo questo pezzo in cui è stato segnalato il vostro sito
http://www.wired.it/news/archivio/2010-05/10/facebook-colabrodo-di-dati-sensibili.aspx

kikkuzzo ha detto...

Oddio GRAZIE! Da abbonato a Wired (sin dal primo numero, e per 4 anni) la cosa mi fa IMMENSAMENTE piacere!!! :)