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lunedì 16 agosto 2010

FALLA PER BENE

Custodire 500 milioni di profili non dev'essere facile, soprattutto perché ci sono 500 milioni di potenziali curiosoni del sistema ICT di Facebook pronti a trovare una falla. Ben vengano, sia chiaro, perché qualcuno può finalmente intuire che le vostre preziose informazioni non sono sempre al sicuro. Downloadblog.it, già "sul pezzo" in occasione di un'altra falla relativa alla sicurezza dei dati su Facebook, riporta l'ennesimo bug scoperto da un semplice utente. Basta una password sbagliata nella procedura di login e compare il nome e cognome reale di un utente iscritto. Sicuro, no? Manna per gli spammer, pronti a scartabellare in migliaia di indirizzi e-mail molto facili da intuire, e il gioco è fatto. La notizia parla anche della risoluzione in tempi brevi del buco informatico. Già, peccato che la classica "pezza" non sia sufficiente: il giocattolino, a furia di rattoppi, potrebbe rompersi definitivamente.

-Thanks M. for the news!-

mercoledì 5 agosto 2009

L'ENNESIMA FALLA

A dispetto dell'enorme popolarità e all'ignoranza degli utenti (nel senso che gli utenti ignorano, che avete capito?), Facebook continua a non essere quel paradiso della privacy che sembra farvi credere. Si era già accennato ad un attacco di virus tramite i contatti FB, ora tramite Punto Informatico scopro dell'esistenza dell'ennesimo attacco su Facebook, che di fatto rende non protetto il sistema. D'accordo, leggendo l'articolo si scopre che la falla è stata prontamente chiusa... ma pensate a 200 milioni di iscritti che diventano praticamente di dominio pubblico, anche solo per poco tempo: qui non si tratta del rispetto di una sola persona, ma di tutta questa "comunità" virtuale. E nonostante gli appelli continui delle istituzioni europee al fine di garantire maggiori attenzioni verso la privacy degli utenti, FB resta sempre il miglior sito per farsi i fatti degli altri, anche con profili privati. Come dice l'articolo citato qui sopra: Facebook e privacy, binomio imperfetto. Aggiungo io: binomio inesistente.

giovedì 6 maggio 2010

CONVERSAZIONI PRIVATE

Ma che avete capito? Sono conversazioni private (voce del verbo privare) di sicurezza! Pensavate che le vostre conversazioni sulla chat FB fossero forse l'ultima cosa rimasta di non pubblico sul vostro social network preferito? Beh, sappiate che non è così, e anche il magico mondo della chat su Facebook è entrato nel sacro mondo dell'invasione della privacy. Come svelato da Downloadblog.it, l'ennesima falla di un sistema che conta più di 400 milioni di profili è stata smascherata con una semplicità a dir poco imbarazzante. Basta la visualizzazione in anteprima del proprio profilo, una semplice ricerca di un "amico" e il gioco è fatto, scoprirete le sue conversazioni online con altri amici. Sorpresa: magari staranno sparlando proprio di voi!

Il "giochino" è stato riparato, ma chissà quanti altarini saranno stati scoperti nel frattempo! Che goduria...

martedì 12 giugno 2012

VIVE LA RÉSISTANCE!

Si parte da un articolo che probabilmente non dice molto di nuovo a chi non va d'accordissimo con i social ma anche a chi li usa e lo sa fare con giudizio: avete ben dodici (più uno) motivi per lasciare Facebook, leggeteli e magari ritrovatevi in qualche falla del vostro social network preferito. L'attenzione è poi caduta su uno dei link forniti a corredo dell'articolo: in verità è di qualche tempo fa ma la testata è prestigiosa, visto che si parla del NY Times. Ma è il titolo ad essere catchy: parla di una contro-community, una cerchia che non si riunisce ma è unita dal fatto di non essere interessata a - o si è allontanata da - Facebook. I Facebook Resisters sembrano quasi appartenere ad un club, ad una lobby, ad un'associazione che li collega proprio perché sono scollegati. Quasi come se Facebook fosse un qualcosa da frequentare a tutti i costi, come se si dovesse resistere a tutti i costi, come se fosse il nemico da combattere, proprio come qualche decennio fa nella vita vera. Qualcuno non resiste e "cade" sotto il colpo del social, altri fanno dietrofront e tornano a far parte della Resistenza. Come in guerra.

martedì 2 luglio 2013

PAGINE BIANCHE SULLE PAGINE IN BLU

Avete presente le bacheche? No, non quelle del vostro social network preferito, a quelle ci si arriva tra un pochino: stavolta si intende quelle tradizionali, offline, quelle su cui pubblicare annunci - all'università, ad esempio. Campeggia spesso un dato sensibile, un dato molto personale, vale a dire il numero di telefono o l'indirizzo email; soprattutto nel primo caso si tratta di un'informazione davvero personale, uno di quei dati da non rivelare proprio ai quattro venti. E infatti la "logica" della bacheca (sì, sempre quella tradizionale, quella offline) vuole che quel numero venga presto dimenticato, vuoi per la pulizia abitudinaria degli spazi per gli annunci oppure perché quel vendo/cerco passerà presto in secondo piano sotto un'altra richiesta o offerta più recente. Ma con le bacheche digitali (stavolta sì, quelle di Facebook e affini) il rischio di non poter finire mai in background può generare grossi problemi di privacy - e in questo caso è soprattutto l'email a far gola, dato il volume generato quotidianamente da spam e simili. Si parla tanto di protezione e trattamento dei dati, e poi si finisce col leggere che nel giro di pochi giorni Facebook ha reso pubblici 6 milioni (non saranno tantissimi rispetto al miliardo e passa di iscritti, ma il numero è comunque importante) di indirizzi email e numeri di telefono per colpa di una falla; e sempre per via di un bug un utente è riuscito, tramite procedura di acquisizione automatica di dati, a rastrellare 2 milioni di numeri di telefono di iscritti a Facebook. Insomma, c'è di che riempirsi l'agendina: l'obiettivo era però solo quello benevolo di informare il Quartier Generale di FB per segnalare l'anomalia. Di tutta risposta però lo sviluppatore in questione ha ricevuto un messaggio di diffida per una sorta di appropriazione indebita di dati attraverso procedura automatica di acquisizione di informazioni: insomma, oltre al danno la beffa, come spesso accade. Roba da cancellarli dall'elenco.