Avete un'autentica ossessione per gli status update? Sentite l'obbligo morale di comunicare al mondo che avete cambiato la lettiera al gatto o state riordinando la soffitta? Benissimo, la smania di condivisione di utilissime informazioni varca ogni limite e sbarca persino nella vostra prossima auto. General Motors sta studiando un sistema integrato nelle autovetture in grado di interagire con il conducente: in questo modo, anche dalla propria auto attraverso il comando "Facebook" si potrà registrare un messaggio audio che finisce dritto dritto nel vostro profilo. Sentivamo la mancanza di un dispositivo del genere: la gara all'audio-messaggio più inutile è aperta!
Il nuovo dispositivo fa riaffiorare antichi quesiti: si tratta dell'ennesimo pericolo per la sicurezza (stavolta non solo virtuale)? La storia non è certo nuova: non è un mistero che grazie alle applicazioni mobili si possa tranquillamente accedere al proprio profilo Facebook anche mentre si guida. Chiamatelo come vi pare, ma nella vita virtuale come in quella reale, occhio alle conseguenze. (Attenzione: video tristemente ad effetto...)
mercoledì 15 settembre 2010
"CARA, SONO IN MACCHINA"
Pubblicato da kikkuzzo alle 9/15/2010 06:39:00 PM 3 commenti
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lunedì 13 settembre 2010
LIBERTA', GIUSTIZIA, CENSURA, PARAOCCHI
Se c'è una cosa molto in voga su Facebook sono i gruppi, visto che si fa a gara a chi inventa il peggiore o il più violento. Talvolta capita che il gruppo venga ideato per scopi di pura espressione di libertà contro questo o quel torto: una violazione dei diritti di qualcuno, una legge antidemocratica, eccetera. Capita dunque che un gruppo che si schiera contro la corrente legge elettorale abbia raccolto migliaia di adesioni (in fondo un clic non costa nulla), ma da un giorno all'altro -puff- la pagina non c'è più e non è più accessibile. Facebook censura? Beh, qui il discorso si fa serio e assume delle pieghe particolari, perché dietro FB ci sono persone che, al pari dei creatori dei gruppi, decidono cosa fare e quando farlo, come se fossero i custodi della Verità che si cela dietro il gruppo più idiota o quello più democratico. Tuttavia, questo aspetto mi interessa davvero poco. Quello che mi sconforta, personalmente, è vedere come ormai ogni evento si riduca alla creazione di un gruppo Facebook, come se esistesse solo ed unicamente quel mezzo di comunicazione. Come se non esistessero centinaia di siti gratuiti il cui unico scopo è quello di raccogliere firme, senza registrazioni e/o altre implicazioni. E invece no, si rompe il giocattolo Facebook e tutti a piangere la mancata libertà. Come se esistesse solo il vostro social network preferito. Se aspirate a cercare davvero Giustizia & Libertà sappiate che esiste un mondo vero lì fuori, e in alternativa uno virtuale molto, molto vasto con meno vincoli. Più libero, insomma. Come quello che vorreste voi...
Pubblicato da kikkuzzo alle 9/13/2010 11:53:00 PM 0 commenti
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domenica 12 settembre 2010
PARENTAL CONTROL
Gli articoli del giorno sono dedicati al ruolo che i genitori potrebbero/dovrebbero avere nei confronti dei figli al fine di educarli ad un comportamento consapevole. In questo contesto e in questi tempi, Facebook non è da meno, e l'immissione continua di informazioni da parte di ragazzini (spesso al di sotto dei fatidici 13 anni di età, limite minimo per iscriversi al vostro social network preferito) si rivela spesso un pericoloso boomerang per la privacy degli utenti. Insomma, per ogni madre (troppo) apprensiva nei confronti del proprio pargolo, ce ne sono tante che ignorano i danni telematici combinati dalla progenie. Il primo articolo propone addirittura di diventare amici dei propri figli (ma non erano genitori?), il secondo tratta proprio il caso dell'educazione alla rete, un concetto sbandierato più volte in questa sede. E che non fa mai male, per piccoli e grandi.
Pubblicato da kikkuzzo alle 9/12/2010 06:04:00 PM 0 commenti
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giovedì 9 settembre 2010
ISCRIZIONE E' UN PO' PERSECUZIONE
Su LaStampa.it compare la notizia di una nuova funzionalità dell'ormai onnipresente Facebook: si tratta del già noto pulsante subscribe, un must per i siti di informazione e/o simili. Qui invece la sottoscrizione si riferisce agli status update, ai tag, ai commenti e chissà quanto altro dei singoli utenti FB. D'accordo, la notizia di suo non è allarmante, ma sicuramente il potenziale uso smodato sarà oggetto di lamentele future, non solo perché credo che le caselle di posta ora traboccheranno di notifiche (ho visto inbox con una serie impressionante di e-mail targate Facebook... altro che spam), ma anche perché l'accanimento verso qualcuno potrebbe anche essere sinonimo di persecuzione e stalking (e non inizierebbe certo ora). Ma d'altronde cosa vi aspettate da un sito che lucra sulla smania da informazione altrui?
Pubblicato da kikkuzzo alle 9/09/2010 06:03:00 PM 0 commenti
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martedì 7 settembre 2010
GENERAZIONE IN..DIFESA
Che Facebook sia un fenomeno planetario, non è notizia nuova. Che Facebook sia un veicolo di comunicazione e condivisione utilizzato soprattutto da ragazzi, non ci piove. Che Facebook sia un mezzo che non perdona il minimo errore, è sotto gli occhi di tutti: e vuoi l'ossessione di massa, vuoi la mancanza di regolamentazione, sono tante le storie con un risvolto negativo. Ora ci si mettono anche i professoroni universitari: d'accordo, ho visto con i miei occhi una tesi di laurea sulle tematiche linguistiche e sociali correlate a MSN Messenger (a prima vista sembra una quisquilia, ma lucidamente va detto: c'è molto da dire a riguardo) e credo che il "fenomeno" FB sia stato (e sarà) oggetto di serie discussioni accademiche. Repubblica.it cerca di spiegare il rapporto tra giovani generazioni e il vostro social network preferito, sottolineando soprattutto il modo in cui questi difendono la propria privacy e condividono i loro contenuti. Il punto di vista d'oltreoceano è supportato da James Grimmelmann: certo, è un giovane accademico, quindi il suo punto di vista è sicuramente supportato dall'esperienza diretta in materia di tutela dei cyber-dati. Tuttavia, la sua tesi è quantomeno generalista: i giovani sanno bene cosa fare o non fare, sanno cosa condividere e cosa nascondere, senza contare che il concetto di privacy oltreoceano segue dei principi differenti rispetto alla cara vecchia Europa. E giù pubblicazioni, tra le quali Saving Facebook, che merita una lettura (siate detrattori o sostenitori di FB, fa lo stesso). Ma siamo sicuri che 500 milioni di teste "pensanti" sappiano difendersi come un provetto accademico o come un manualetto del giovane Facebooker? Magari mi sbaglio (mi sbaglio sempre, io), ma secondo me no, caro Prof...
Pubblicato da kikkuzzo alle 9/07/2010 11:00:00 PM 0 commenti
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venerdì 3 settembre 2010
IL MITO DEL BON ETUDIANT
Parafrasando uno stereotipo di qualche secolo fa, la notizia del giorno riguarda l'ennesima triste vicenda che vede protagonista la mancanza assoluta di attenzione in rete e l'ossessione volta alla ricerca di nuovi (e sconosciuti) contatti. Come riporta Corriere.it, una ragazza conosce uno studente milanese (apparentemente) perfetto, gentile e premuroso: i due passano l'intero mese di agosto a chiacchierare su un noto social network (indovinate quale: facile). Lei evidentemente perde la testa per questo perfetto sconosciuto, al punto tale da raccontare dettagli (molto) privati della sua vita e informazioni (molto) personali come il numero di telefono. Alla fine, l'appuntamento al buio, che finisce (molto) male per la ragazza. L'episodio non è certo il primo, e probabilmente non sarà l'ultimo. Leggo dall'articolo che la ragazza è "profondamente turbata, e sarà affidata ad un team di psicologi". Probabilmente sarebbe bastato un po' di sale in zucca, o in alternativa un corso di netiquette.
Pubblicato da kikkuzzo alle 9/03/2010 12:01:00 PM 3 commenti
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martedì 31 agosto 2010
PRIMA REGOLA: NON SBIRCIARE
Inutile nascondersi dietro un dito (o dietro ad un computer), la sbirciatina su Facebook è diventato uno sport (inter)nazionale. D'altronde, i (volontari) dati che sono inseriti sembrano lì per dire "eddai, guardami!", quindi la cosa non stupisce. Peccato che i dati pubblici possano finire sugli schermi di chi non dovrebbe, come ad esempio i vostri (prossimi) datori di lavoro. Niente di male in fondo se non si hanno scheletri nell'armadio: d'altronde, chi assume investe capitale sotto forma di risorse umane, quindi fa di tutto per cautelarsi. E invece no: achtung, pare che in Germania le cose non andranno più così. Un articolo di Corriere.it di qualche giorno fa ci informa di una nuova legge teutonica che impedirà ai datori di lavoro di visualizzare i dati sensibili dei propri dipendenti. La "locomotiva d'Europa" come nuovo paradiso della privacy digitale? A norma di legge, possibile. Ma si sa, fatta la legge, trovato l'inganno. E infatti, lucidamente e logicamente basta leggere questo articolo tratto da Wired.it per capire che in teoria tutto è possibile, ma la pratica (complice un sistema che non protegge i dati, e anche l'inabilità degli utenti nel setting delle proprie impostazioni), beh, quella è tutta un'altra storia.
Pubblicato da kikkuzzo alle 8/31/2010 02:53:00 PM 0 commenti
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mercoledì 25 agosto 2010
NON IMPORTA COME
Il concetto del titolo è una parafrasi di un'idea tanto antica quanto giusta, ma è anche il nome di una canzone-tormentone francese realizzata da ToxicAvenger e Orelsan che cavalca l'onda dell'attualità e con un video di accompagnamento molto bello e anche molto vero. Il titolo della canzone è N'importe comment: insomma, se Facebook fosse vero, sarebbe esattamente così, pieno di richieste superficiali solo per la smania da aggiunta, non importa come, evidentemente... (anche se sicuramente i poke sarebbero meglio in questa versione, no?) Naturalmente ogni riferimento ai mondi di SpaceBook e DanceRoulette è puramente casuale, eh!
Di seguito il video della canzone:
PS: La notizia del video è (ovviamente) su Wired.it!
E sono 200!
Pubblicato da kikkuzzo alle 8/25/2010 11:08:00 PM 4 commenti
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martedì 24 agosto 2010
UN POSTO CHE (NON) MI PLACE
Non mi si può accusare di non essere "sul pezzo": già mesi or sono si vociferava dell'introduzione delle funzioni di geotagging su Facebook, ed ora pare sia realtà. Facebook Places (o nella sua localizzata edizione, Facebook Luoghi) vi permetterà di dichiarare in tempo reale la vostra esatta ubicazione, in modo da poter trovare qualcuno o farvi cercare da qualcuno. Certo, magari l'intento originario è quello, ma ovviamente bisogna guardare la realtà a 360° (come sempre, del resto). Alcune problematiche legate alla funzione "sono qui, eh" sono enucleate in un articolo tratto da Wired.it, e ancora una volta fanno drammaticamente emergere il sempre più flebile rapporto tra il vostro social network preferito la privacy degli utenti. Senza contare che dichiarare in real-time su Internet dove ci si trova, è una manna per altri "visitatori". Contenti voi...
Pubblicato da kikkuzzo alle 8/24/2010 03:20:00 PM 2 commenti
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lunedì 23 agosto 2010
MANIE DI GRANDEZZA
La notizia è probabilmente inserita nella categoria "il sito è mio e me lo gestisco come *###* mi pare". Nella vostra smania da aggiunta di amici avete fortissimamente voluto anche IL contatto, aka Mr. Facebook? Vi siete poi "redenti" e volete tagliare i rapporti (d'altronde non giriamoci attorno, non conoscerete mai il ricchissimo proprietario di Facebook, perché lo dovreste avere come "amico")? Sorry, NON potete. Come riporta l'articolo di Wired.it (via TechCrunch) il blocco dell'amico Mark è impossibile. Che volete farci, fatevene una ragione: è il destino di chi comanda e di chi può gestire il giocattolino come meglio crede. Ed è l'ennesima prova di quanto i sistemi digitali siano utili ma manovrabili a proprio piacimento, quindi questi sistemi + troppe informazioni personali possono costituire un mix che può rivelarsi letale.
Pubblicato da kikkuzzo alle 8/23/2010 04:28:00 PM 0 commenti
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